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Un antidoto all'indebolimento muscolare causato dai farmaci anticolesterolo

Luigi Gallo avatar Venerdì 3 Giugno 2011, 10:25 in Benessere, Farmaci, Protonutrizione, Salute di Luigi Gallo

I farmaci più utilizzati per ridurre il colesterolo si chiamano statine, note con varie denominazioni commerciali: atorvastatina, simvastatina, lovastatina, pravastatina ecc.

Il loro meccanismo d'azione è basato sull'inibizione dell'HMG-CoA, un enzima prodotto dal fegato, che attiva la catena del mevalonato di cui il colesterolo è uno dei prodotti finali.

Alterazioni della funzionalità epatica e dolori muscolari rientrano tra i principali effetti collaterali.

Ciò è dovuto al fatto che le statine riducono, assieme al colesterolo, anche la biosintesi del coenzima Q10, il cui deficit contribuisce allo sviluppo di miopatie e aumenta il rischio di danni muscolari.

Le statine sono inibitori dell'HMG-CoA reduttasi

Il CoQ10 è un composto antiossidante essenziale per la produzione dell'energia nelle cellule e per la difesa dall'attacco radicali liberi.

Carenze di Q10 causano. indolenzimento, stanchezza, debolezza muscolare e insufficienza cardiaca.

Studi hanno mostrato che l'integrazione di coenzima Q10 apporta sostanziali benefici ai pazienti trattati con statine alleviando i dolori muscolari e migliorando sia la funzionalità articolare che il benessere generale.

Esistono integratori naturali nella cui formulazione il CoQ10 è unito sinergicamente a nutrimenti che ne rafforzano l'azione e ne aumentano la biodisponibilità.

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2 commenti
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10 Lug 2012
alle 23:25

Anonymous User

C'è stata forse un'incomprensione. Lo studio citato non dimostra gli effetti collaterali delle statine (quelli sono conosciuti da tempo) ma i benefici dell'assunzione di ubidecarenone (CoQ10) per contrastarli.
Il coenzima Q10 si trova sia in forma farmaceutica che nutrizionale, ma la sostanza non cambia. Si usa da oltre 30 anni come supporto fisiologico in ambito cardiovascolare. Vedi: http://bit.ly/PJkNUZ. LG

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09 Lug 2012
alle 01:15

Giancarlo

Stranamente ogni volta che si trova uno studio che espone i rischi collaterali di un farmaco, come nel caso esposto, viene proposto subito un "antitodo" che non è un medicinale, ma viene presentato come integratore alimentare, da un costo discretamente elevato.

Questa considerazione può essere estesa in molti altri esempi, vuoi una popolazione di malati? aumenta di dieci punti il livello di colesterolo, o di glicemia.

Vuoi un'acqua bevibile? aumenta i miriagrammi di atrazina, o di arsenico e voilà il gioco è fatto.

Siamo talmente informati e disinformati, che non abbiamo più punti di riferimento, un minimo di certezza che quello che ci viene propinato abbia una base di verità "vera"


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