Klamath e prevenzione cardiovascolare

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Come avevamo visto tempo addietro in una serie di post sull’argomento, il colesterolo non è un fattore così essenziale per la prevenzione delle patologie cardiocircolatorie, quanto invece da una parte il riequilibrio del rapporto tra LDL e HDL (i cosiddetti colesterolo “cattivo” e “buono”), e dall’altra, ancora più importante, la riduzione di fenomeni infiammatori e il controllo dell’omocisteina.

modello molecolare del colesterolo Contrariamente a quanto si credeva un tempo, il miglioramento del rapporto HDL/LDL non richiede una eliminazione totale dei grassi, quanto invece evitare innanzitutto, più ancora che i grassi saturi, quelli artificiali, i cosiddetti trans o idrogenati, e aumentare nella dieta gli acidi grassi essenziali del tipo linolenico (omega 3).

L’alga Klamath è ricchissima in AGE (acidi grassi essenziali), tra cui l’alfalinolenico, capace di riequilibrare LDL e HDL; contiene cromo, calcio, niacina e lecitina, conosciuti per gli effetti cardioprotettivi; minerali, vitamine e sostanze antiossidanti (questi ultimi capaci di bloccare la pericolosa ossidazione alla base della formazione delle placche arteriose).

La ricerca ha dimostrato la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo cattivo e trigliceridi.[1]

Immagine: modello molecolare ball & stick del colesterolo

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1. Rafail I. Kushak, et al., Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid, in Journal of the American Nutraceutical Association, Vol.2, n°3, Jan 2000, pp.59-65.

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