Accolgo volentieri l'invito di Gianluigi Filippelli a segnalare questa iniziativa poiché ritengo, da cittadino e da padre, che negando valore e opportunità ai giovani, stiamo uccidendo il nostro futuro.
"Il nostro tempo è adesso è l'ennesima iniziativa di protesta contro il precariato nel lavoro. Non avrebbe senso, però, protestare se l'unico modello in mente fosse quello del posto fisso, ma il senso, la protesta, lo trova in altro.
Essere precari, infatti, vuol dire qualcosa di più profondo dell'avere un lavoro oggi e probabilmente non averlo più domani. Vuol dire essere trattati come una voce in bilancio. Essere trattati come un talento da sfruttare. Essere trattati non in base a ciò che si sa fare, ma a quanti soldi si può portare nella propria azienda".
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