Uno studio inglese della Bristol University, pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, sostiene che i bambini che si alimentano abitualmente con quello che viene definito junk food (cibo spazzatura), rischiano di avere un quoziente intellettivo più basso dei coetanei che seguono una dieta più sana.
I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 3.966 bambini confrontando quelli che consumavano regolarmente cibi pronti e trasformati ricchi di grassi e zuccheri con quelli che seguivano una dieta a base di verdure, frutta e pasti preparati in casa.
Considerate altre variabili importanti per lo sviluppo cognitivo di un bambino, come il livello di istruzione della madre, l'agiatezza socio-economica della famiglia e la durata dell'allattamento al seno, i risultati dello studio hanno rivelato, a parità di condizioni, un divario di ben cinque punti nei quozienti intellettivi dei bambini che hanno sempre mangiato sano e quelli che invece erano abituati ad alimenti da fast food.
Pauline Emmett, la responsabile della ricerca, ha affermato che, anche migliorando la qualità dell'alimentazione, per alcuni bambini potrebbe essere troppo tardi, perché gli effetti nocivi possono essere cronici: «I bambini che mangiano troppi cibi zuccherati o confezionati non hanno abbastanza vitamine, che significa che il loro cervello non può raggiungere il suo livello ottimale».
Lo sviluppo del cervello infatti, come spiegano i ricercatori, è molto rapido nei primi anni di vita. Sembra che ciò che accade più in là negli anni sia invece meno importante.
C'è chi pone comunque dei distinguo sulla validità della ricerca. Massimilla Manetti Ricci si chiede in questo post: «Mangiar male fa male... ma che c'entra il QI?»
Leggi l'abstract dello studio.
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Sono d'accordo. E' questo il punto: a parità di altri fattori (genetici, ambientali, culturali...) il cibo - specie in un'età ancora di formazione sul piano fisico e mentale - può aggiungere o togliere qualcosa? Forse sì come ipotizza la ricerca.
Quello del condizionamento dei piccoli da parte degli adulti è un tema particolarmente scottante, perchè si parla tanto di inculcare buone abitudini fin dalla più tenera età, senza rendersi conto che, se i genitori sono a loro volta degli ottusi ignoranti e non danno per primi il buon esempio (che è poi quel che si verifica quasi sempre), pensare di correggere vecchie abitudini di bambini o adolescenti ed indirizzarli ad altre più sane è pura utopìa.
E' sconcertante poi notare che, quando si parla di salute, si pensi sempre agli aspetti più banali, e ci si meravigli, o si faccia fatica ad accettare che questa comprende anche la condizione di mente e spirito, che, essendo indissolubilmente legati al corpo, risentono della sua condizione e del suo stato di nutrizione.
Per rispondere più specificatamente alla sig.ra Manetti Ricci, è ovvio che nessuno vuole sostenere che chi si nutre di cibo-spazzatura è necessariamente uno scemo, e chi invece mangia sano è per forza un genio (ci mancherebbe!).
Siamo d'accordo che l' intelligenza si esprime in tante sfaccettature diverse (per fortuna!) e che i fattori che la determinano sono tanti, ma gli studi di cui sopra vogliono solo dimostrare che, a parità di altri fattori, il cibo consumato specie nell' infanzia influenza non poco, nel bene e nel male, anche le nostre capacità mentali, e su questo non ci piove.
Voglio anche segnalare che ho parlato anch'io di questi temi sul mio blog, www.membri.miglioriamo.it/unaltropuntodivista
come pure su www.autodifesalimentare.it/blog
Certamente, concordo. Dicevo solo che non è intelligente in ogni caso affossare la salute e il pianeta, poi chi lo fa può essere anche un genio per altro...
L'intelligenza ha tante sfaccettature: è curiosità ? è sapere di non sapere? è interesse per tutto quello che ci circonda? non la si può ridurre ad un solo fattore, altrimenti, noi che non frequentiamo i fast food saremmo superintelligenti? magari!
Dipende cosa intendiamo per intelligenza. Diseducare alla salute e all'ambiente per me è poco intelligente comunque.
Non credo che ci sia una grande correlazione tra ambiente poco stimolante intellettivamente e junk food. Conosco fior fiori di genitori laureati che frequentano volentieri i fast food e non si possono certo definire poco intelligenti. E' semplicemente comodo e a buon prezzo. Quello che invece ho potuto riscontrare è sicuramente un sistema immunitario più debole che porta spesso ad ammalarsi.
Non concordo. I bambini così piccoli non sono ancora totalmente responsabili, sono comportamenti indotti dagli adulti!
Pienamente d'accordo con Paolo, ma andrei oltre: in parole povere, se a uno piace mangiare porcheria (che tra l'altro rende stupidi), tanto intelligente non doveva esserlo neanche prima di iniziare...
Giusta osservazione! Grazie.
Direi che comunque anche un contesto in cui si permette ai bambini di mangiare junk food, è molto probabile che intellettualmente sia meno stimolante. Cioè, non solo squilibrio tra zuccheri e vitamine, ma anche un minore esercizio complessivo del cervello. Che non è un muscolo, ma va allenato anche di più!
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alle 15:36
massimilla manetti ricci
Luigi e Michele, sono assolutamente d'accordo con voi sulla valenza del'educazione alimentare e che i genitori dovrebbero riappropriarsi di questa capacità educativa insieme ad altri campi. Penso però che per noi che ne conosciamo qualcosa in più sull'alimentazione, sia più facile che per altri genitori. Con ciò non mi pare giusto fare un distinguo di intelligenza, almeno con questi dati a disposizione, quanto piuttosto di uno stato di salute e di prevenzione di tante piccole e grandi patologie.