Al Carcere di Opera con Aldo Giovanni e Giacomo per LEGGERE LIBERA-MENTE

Scritto da: -

Opera_cover.jpg

Sin da bambina, il carcere ha sempre rappresentato nel mio immaginario l’incarnazione del male, la casa dell’orco cattivo da cui è bene tenersi a debita distanza.

Mi sono, però, sempre chiesta chi ci fosse dietro a quelle persone così malvagie da non meritarsi più un posto nella società.

Con gli anni, attraverso la cronaca nera di cui i media vanno ghiotti e di cui io stessa mi sono occupata e continuo a occuparmi qui a Blogosfere, ho approfondito le storie personali di chi compie un crimine oltre che di chi lo subisce, sia essa la vittima o i loro familiari.

Ho sempre cercato, attraverso immagini o fotogrammi, negli occhi di stupratori, assassini, rapinatori, una risposta alla domanda: “Perché lo hai fatto?”

Sono sicura che molti di loro si pongono la stessa domanda proprio nel momento in cui scattano le manette e le porte del carcere si chiudono, quando insomma si lasciano alle spalle la vita di tutti i giorni, gli affetti, la famiglia…

E oggi che ho avuto l’occasione di entrare nel carcere di Opera, grazie all’ufficio stampa del Prof. Sergio Angeletti, non posso che confermare questa mia tesi.

Sono stata ad Opera lo scorso mercoledì 20 ottobre per assistere allo spettacolo “Lettura e Umorismo”, risultato del laboratorio “Leggere libera-mente” e del gruppo di scrittura creativa.

Testimonial d’eccezione Aldo Giovanni e Giacomo; qui due immagini:

Opera_spett1.jpg Opera_spett2.jpg

Credit image@ Paolo Casati 

Il laboratorio “Leggere libera-mente” si basa sui principi della biblioterapia, termine coniato dallo psichiatra William Menninger che sta a significare “cura attraverso la lettura”.

Dal oltre 15 anni un gruppo ristretto di detenuti si incontra settimanalmente per confrontarsi su libri, condividere racconti, poesie e per discutere sui benefici della lettura, sotto la guida della Dr.ssa Barbara Rossi, Psicologa e psicoterapeuta.

Qui il blog del progetto.

I libri sono un’occasione di crescita individuale per tutti e ancor di più per i carcerati e per chi come loro si trova a leggere in restrizione.

La lettura per anni è stata considerata dai detenuti un’abitudine di cui vergognarsi, perché rappresentazione di un’élite che li ha esclusi e che loro stessi hanno sempre rifiutato.

Di recente, però, i detenuti hanno rivalutato i detenuti che li usano per evadere dalla triste realtà in cui si trovano costretti ma anche per mantenere un contatto intimo e profondo con i familiari con cui spesso condividono le letture.

I detenuti, inoltre, leggendo le storie narrate nei romanzi si ritrovano a riflettere sulle proprie azioni, ripercorrendo mentalmente gli errori commessi e spesso arrivando al punto di pentirsi per le sofferenze inflitte agli altri.

Durante lo spettacolo, i detenuti hanno letto alcuni loro scritti prodotti in laboratorio attorno al tema “Lettura e Umorismo” . 

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
  • nickname Commento numero 1 su Al Carcere di Opera con Aldo Giovanni e Giacomo per LEGGERE LIBERA-MENTE

    Posted by:

    Poverini i detenuti vero? Ma devono solo soffrire altro che letture piacevoli, sinceramente li non si finisce per caso, quindi anche se suicidassero tutti a me sinceramente farebbero un favore Scritto il Date —

 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Scienzaesalute.blogosfere.it fa parte del canale Blogo News di Blogo.it Srl socio unico - P. IVA 04699900967 - Sede legale: Via Pordenone 8 20132 Milano