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Psicofarmaci: si sta meglio senza

Luigi Gallo avatar Lunedì 21 Giugno 2010, 21:10 in Farmaci, Protonutrizione, Salute, Scienza di Luigi Gallo

Copertina della rivista Medical HypothesesE' stato recentemente tradotto in italiano un importante articolo del Prof. Robert Whitaker, pubblicato su Medical Hypotheses, riferito a uno studio della durata di 50 anni che mette in discussione l'utilità degli psicofarmaci.

Si evince infatti dalla ricerca che sul lungo periodo i pazienti psichiatrici curati senza farmaci antipsicotici stanno meglio e hanno conseguito risultati migliori in termini di riabilitazione dalla sofferenza, senza soffrire dei pesanti effetti collaterali causati dalle molecole psicoattive.

L'autore spiega che, sebbene la  terapia standard per i pazienti schizofrenici nei paesi industrializzati consista  nella  somministrazione di farmaci neurolettici, questa prassi non è corroborata dalla ricerca  condotta sull'uso di tali farmaci in un periodo di 50 anni.

Un'analisi critica rivela che questo paradigma di cura aggrava gli esiti a lungo termine, almeno nei dati aggregati, e che il 40% o più dei pazienti schizofrenici se la caverebbe meglio senza l'uso di tali farmaci.

Una terapia basata sulle evidenze dovrebbe prevedere l'impiego selettivo di farmaci antipsicotici, sulla base di due principi:

  1. nessuna somministrazione immediata di neurolettici ai pazienti al primo episodio di crisi; 
  2. possibilità per ogni paziente stabilizzato con neurolettici di sospendere gradualmente l'assunzione dei farmaci.

Questo modello aumenterebbe drasticamente i tassi di recupero e ridurrebbe la percentuale di casi in cui la malattia diventa cronica.

Un'articolata ed appassionante relazione che demolisce il mito dell'efficacia di questi prodotti farmaceutici, al centro di un poderoso giro d'affari in USA ed anche in Europa.

Leggi la traduzione dell'articolo completo qui.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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2 commenti
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22 Giu 2010
alle 13:26

Luigi Gallo

Concordo, possono essere un mezzo (in casi particolarmente drammatici), ma non un fine come purtroppo sono diventati per gli interessi privati di Big Pharma.

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21 Giu 2010
alle 21:17

Paolo

Credo che sia una cosa su cui non c'è nemmeno tanto da discutere: gli psicofarmaci di solito non guariscono, ma placano i sintomi e aiutano a controllare i malati mentali, che non creino problemi e non facciano danni, come si dice, a se stessi e agli altri. Poi, trattandosi di persone, resta il problema di quanto è utile, o etico, nascondere in pratica la polvere sotto il tappeto.

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