Depressione bipolare: nuove opportunità di cura

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Noradrenalina-NET.jpg Sono oltre un milione gli italiani che soffrono di disturbo bipolare, imprigionati tra gli alti e i bassi della psiche. Eppure quasi nove persone su dieci non hanno mai sentito parlare di questo grave disturbo psichiatrico, considerato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la sesta causa di disagio sociale nel mondo. Basta, però, evocare l'alternarsi di mania e depressione per far emergere negli italiani una radicata emarginazione sociale: i pazienti hanno difficoltà nelle relazioni, si sentono poco accettati da amici e colleghi di lavoro, nell'80% dei casi avvertono un forte disagio soprattutto nella fase depressiva del disturbo.

Oggi la nuova indicazione di quetiapina (di AstraZeneca) per la depressione bipolare apre nuove opportunità terapeutiche, riducendo il rischio di viraggio verso la fase maniacale. Quetiapina è oggi l’unico antipsicotico approvato per trattare sia la mania che la depressione nel disturbo bipolare.

Da un’euforia incontrollabile a una depressione profonda; il disturbo bipolare interessa più del 2% della popolazione1, ma è molto spesso sottovalutato e mal diagnosticato: due pazienti su tre non sono sottoposti a una terapia adeguata e possono trascorrere fino a dieci anni prima di una diagnosi corretta2. “Passa troppo tempo – spiega il professor Carlo Altamura, Direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università degli Studi di Milano – fra l'esordio del disturbo bipolare e l'inizio delle cure, con il rischio che pazienti non trattati, lasciati soli, peggiorino inesorabilmente, fino ad andare incontro al suicidio o alla dipendenza cronica da sostanze di abuso (alcol o droghe). L'uso tempestivo di un antipsicotico atipico come la quetiapina, indicato per il trattamento degli episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare, permette invece, insieme al monitoraggio del paziente nel tempo, di ridurre la cronicità e i rischi di viraggio maniacale. Si blocca così il processo neurodegenerativo che, osservato con moderne tecniche di neuroimaging, è associato a una fase avanzata del disturbo bipolare, comportando la perdita di sostanza grigia e l'assottigliamento degli stati corticali in alcune aree dell'encefalo”.

L’indagine “Mania e Depressione: due facce della stessa medaglia”, realizzata a marzo 2010 da GfK Eurisko rivela che oltre l’85% degli italiani non ha mai sentito parlare di disturbo bipolare, eppure quasi la metà della popolazione ritiene che potrebbe avere delle difficoltà a lavorare con un bipolare (il 45%), mentre un connazionale su tre pensa che non riuscirebbe a diventarne amico (il 31%). Dall’altra parte i pazienti, nel 46% dei casi, si sentono poco accettati dalle persone che li circondano (amici, conoscenti, colleghi e datore di lavoro) e nel 60% ammettono di avere difficoltà nelle relazioni sociali. “Nel corso della storia – commenta la professoressa Liliana Dell’Osso, Direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università degli Studi di Pisa – il disturbo bipolare è stato considerato castigo divino, opera del maleficio, colpa e peccato, ma anche segnale di genialità e di capacità artistica. Questi dati evidenziano che in Italia la confusione e l’ignoranza, insieme a uno stigma sociale, sono purtroppo ancora oggi predominanti. Ciò non aiuta ovviamente il paziente, che spesso arriva a perdere totalmente il controllo della propria vita, si sente inadeguato, si auto-isola e nei casi più gravi tenta il suicidio. Il disturbo bipolare è sì un grave disturbo psichiatrico, ma oggi abbiamo una maggiore consapevolezza e conoscenza della natura del disturbo. I farmaci di nuova generazione, ad esempio, ci consentono di trattare i disturbi mentali con buoni risultati. Il vantaggio di un antipsicotico come quetiapina è il meccanismo d’azione bimodale: in pratica, questa molecola ha sia un’azione antidepressiva sia un’azione antipsicotica e antimaniacale”.

Le persone con disturbo bipolare hanno una diffusa sensazione di perdita di controllo della propria vita, avvertita soprattutto nella fase depressiva: la “faccia” della malattia che crea maggiore disagio all’80% dei pazienti. D’altra parte la fase depressiva si presenta con una frequenza superiore rispetto alla mania di tre (disturbo bipolare di tipo I) o trenta volte (disturbo bipolare di tipo II) ed è associata a un alto rischio di suicidio, che in questi pazienti è circa venti volte più frequente che nella popolazione generale. “Per questo motivo – spiega il dottor Gianluigi Tacchini, Dirigente Medico Psichiatra Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – la nuova indicazione di quetiapina nella depressione bipolare è così importante: va a colmare un bisogno terapeutico di trattamento che è molto alto. Fino ad oggi, infatti, nella pratica clinica si è fatto un uso eccessivo di farmaci antidepressivi, comportando così un grave effetto indesiderato: l’induzione del viraggio maniacale e, nel lungo termine, di cicli rapidi. Con quetiapina, invece, grazie al suo metabolita attivo norquetiapina, ottenuto per azione degli enzimi epatici, si ha anche un’azione antidepressiva in aggiunta all’azione antimaniacale propria degli antipsicotici”.
 
Quetiapina, sviluppata da AstraZeneca, è il primo e unico farmaco antipsicotico approvato nella mania e nella depressione bipolare. È una molecola in un certo senso “duale”, come duale è la patologia su cui va ad agire, il disturbo bipolare. Presenta, infatti, un meccanismo d’azione responsabile contemporaneamente dell’effetto antimaniacale e di quello antidepressivo, capace inoltre di prevenire il viraggio verso l’opposta polarità. La quetiapina antagonizza i recettori D2, responsabili della sintomatologia maniacale, mentre il suo principale metabolita attivo (norquetiapina) inibisce il trasportatore della noradrenalina (NET) e quindi il suo re-uptake. Determina così un’azione monoaminergica che è alla base dell’effetto terapeutico degli antidepressivi. Anche le recenti linee guida internazionali elaborate dal CANMAT (Canadian Network for Mood and Anxiety Treatment) congiuntamente alla Società Internazionale per il Disturbo Bipolare (Society for Bipolar Disorder) hanno indicato quetiapina come terapia di prima scelta nella depressione bipolare, preferibile a quella usuale con antidepressivi.
È ora disponibile anche in Italia una nuova formulazione di quetiapina in compresse a rilascio prolungato (RP). Grazie a questa particolare forma farmaceutica, che assicura il rilascio costante del principio attivo nelle 24 ore, quetiapina viene somministrata una sola volta al giorno, con aumento di compliance e beneficio del paziente. La formulazione a rilascio prolungato consente di contenere rapidamente i sintomi maniacali e psicotici.

“I risultati estremamente positivi ottenuti da quetiapina nella terapia del disturbo bipolare, e in particolare nella sua fase depressiva, rappresentano per noi – dichiara il dottor Raffaele Sabia, Direttore Medico di AstraZeneca Italia – un’ulteriore conferma dell’importanza di continuare a sostenere le attività di ricerca e sviluppo in un’area, quella delle patologie del sistema nervoso centrale, caratterizzata da importanti bisogni clinici ad oggi solo parzialmente risolti, da un forte impatto sulla qualità della vita del paziente e dei familiari e, più in generale, dalle rilevanti ricadute sociali. Tutto il settore della salute mentale riveste e rivestirà per AstraZeneca un’importante area di impegno, volto a sviluppare molecole innovative e sempre più efficaci, per il benessere e la salute dei pazienti”.

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  • nickname Commento numero 1 su Depressione bipolare: nuove opportunità di cura

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    bella pubblicità .. complimenti! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Depressione bipolare: nuove opportunità di cura

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    e\' terribile soffrire di depressione bipolare solo chi prova puo\' capire e il prof CARLO ALTAMURA E\' UNO DEI MIGLIORI PSICHIATRI DEL MODO Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Depressione bipolare: nuove opportunità di cura

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    io soffro di questa malattia ma soffro di piu quando prendono in giro ,dottore? le metta in culo le sue paste. la soluzione?un lagerx tutti i malati del cazzo come me ciao stronzi Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Depressione bipolare: nuove opportunità di cura

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    soffro di bipolare 1 e sono stanca di fare da cavia , i medicinali che mi stanno facendo prendere mi hanno fatto ingrassare e basta!!! ho preso più di 20 kg per cosa??? almeno se mi facessero star bene !!! nn so più che fare e a chi rivolgermi, tanto questi psichiatri ti girano sempre la frittata, dicono che i farmaci nn fanno ingrassare , e concordo che chi nn ci passa nn può capire i nostri sintomi!! Scritto il Date —

 

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