L'ultima abbuffata

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Una ricerca della Cornell University, diretta dal professor Brian Wansink e pubblicata sul “International Journal of Obesity” ha messo in relazione l’iconografia religiosa con i mutamenti degli stili di vita nelle varie epoche.

Fotoritocco di un quadro di Jacopo Bassano

Il singolare studio mostra come le porzioni del pasto e anche le dimensioni dei piatti nelle raffigurazioni dell’Ultima Cena sono cresciute nei dipinti fatti negli ultimi 1000 anni divenendo sempre più abbondanti.

Gli evangelisti Luca, Marco, Matteo, nei loro resoconti, si erano limitati a indicare pane e vino come unici alimenti presenti alla cena con gli apostoli, ma col tempo spunta nei quadri anche il pesce, poi l’agnello e persino delle anguille, in dosi progressivamente crescenti. 

Il team di Wasink ha analizzato minuziosamente 52 quadri - uno ogni venti anni circa - raffiguranti il sacro pasto.  È emerso che le dimensioni delle pietanze sono cresciute gradualmente negli ultimi mille anni del 69 per cento; in particolare gli esperti hanno riscontrato un aumento del 66 per cento della grandezza dei piatti e il 23 per cento in più per le dimensioni del pane.

La ricerca si è basata su calcoli estremamente precisi, operati da un sofisticato software che ha calcolato la proporzione tra le dimensioni delle teste (che restano costanti nel tempo) degli apostoli e quelle dei piatti e poi tra quelle dei piatti e del cibo che li riempie.

La spiegazione, ha detto Wansink, è che “ogni cosa che un artista dipinge potrebbe essere determinato solo da ciò che era ritenuto normale, tipico e appropriato per la società in cui l’artista viveva”.

“I dati suggeriscono - secondo lo studioso - che l’abitudine di servire pietanze più abbondanti in piatti più grandi (che spinge le persone a consumare troppo cibo) è andata crescendo progressivamente nell’ultimo millennio. Un periodo di tempo che ha visto un drammatico aumento di produzione, disponibilità, sicurezza del cibo, e una netta diminuzione del suo costo”.

La frugalità rappresentata dagli artisti in origine si è trasformata con gli anni in un lauto banchetto. Ciò sarebbe dovuto alla testimonianza dei tempi, cioè, stando alle conclusioni dei ricercatori, l’aumento quantitativo delle porzioni disegnate indicherebbe come, con il trascorrere del tempo, lo stile alimentare sia mutato fino a creare nella società occidentale problemi via via crescenti di disfunzioni metaboliche e obesità.

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