Giornata Mondiale contro l'Aids: in Italia 120mila sieropositivi, spesso inconsapevoli

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Oggi primo dicembre è la Giornata Mondiale di lotta all'Aids. La data scelta per l'iniziativa è simbolica perché proprio il 1 dicembre 1981 fu diagnosticato il primo caso di Aids.

La sindrome da immunodeficienza acquisita, questo il significato dell'acrostico AIDS, ha contagiato in quasi 30 anni circa 60 milioni di persone e 25 milioni sono morti per cause collegate alla malattia.

Sembra dall'ultimo rapporto dell'Unaids, il programma creato dalle Nazioni Unite contro Hiv/Aids, che i contagi siano scesi del 17 per cento, ma non bisogna permettere che la soglia d'attenzione si abbassi perché nel 2008 le persone che avevano contratto la malattia erano 33,4 milioni, di cui due terzi nell'Africa Subsahariana, con 2,7 milioni di nuove infezioni e 2 milioni di morti.

In Italia sono state organizzate molte iniziative per informare e per favorire la prevenzione.

Il Ministero del Welfare ha lanciato la campagna "Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua. Fai il test!", che ha come obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione "inconsapevole", in Italia stimati sulle 120mila persone, cioè tutti coloro che sono sieropositivi ma non lo sanno, e che in questo modo continuano ad avere rapporti sessuali non protetti contagiando altre persone. In questo senso il test per l'Hiv è un prezioso strumento per delimitare il contagio e per assumere una consapevolezza maggiore delle proprie condizioni di salute. Il messaggio viene comunicato da uno spot diretto dal famoso regista Fernan Ozpetek e interpretato da Valerio Mastandrea, diffuso dalla carta stampata, dalla radio, dalla televisione e attraverso Internet.

Molto importanti sono le iniziative proposte dalla Lila, la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids. La prima è "Yes we condom", dal famoso motto di Obama "Yes we can", che si prefigge come scopo quello di rendere più responsabile e più immediato l'uso del preservativo, ad ora l'unico presidio medico efficace per la prevenzione. Sul sito della Lila chiunque può postare la propria foto diventando così un testimonial della campagna, in modo da eliminare i tabù legati alla scelta del profilattico per proteggersi. La seconda iniziativa è un opuscolo informativo pensato per i più giovani "Hiv/Aids: + risposte - dubbi", dalla grafica accattivante, che spiega semplicemente, ma con dovizia di particolari, cos'è la malattia, come la si evita e in che modo ci si relazione con la persone affette dal virus. Senz'altro un documento che risulterebbe utile anche a molti adulti. Ci sono poi molte altre proposte in ambito locale, che potete vedere qui.

Anche nel resto del mondo l'evento è molto sentito: ade sempio in Francia la Torre Eiffel si spegnerà per cinque minuti alle 18,30, così come lo stesso succederà per il ponte di Brooklyn a New York e l'Empire State Building.Su Internet si sono mobilitati Facebook , Google e Twitter, realizzando delle pagine speciali o delle versioni ad hoc della propria home page. Ce ne parla su Blogosfere High Tech la nostra Juliette Bellavita

Il nostro blog Omoios ci parla dell'apertura di un bar gay in Cina, a Dali, creato dallo Stato allo scopo di promuovere l'informazione e la distribuzione di preservativi. Sul progetto però si staglia l'ombra dell'omofobia: la correlazione omosessualità-Aids non è affatto immediata, né scientificamente provata, né in Cina i dati rilevati evidenziano una qualche emergenza all'interno della comunità gay. Vediamo quindi che a volte gli stereotipi possono essere dannosi persino quando il progetto è positivo: bisogna pertanto evitare di discriminare la popolazione omosessuale, perché in questo modo non solo si reca un danno a persone innocenti, ma si limita anche la portata della campagna includendo solo una certa categoria in una campagna che dovrebbe essere universale.

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