La politica contro l'arte. Sosteniamo la Paolo Grassi, una scuola con un grande passato che rischia un mediocre futuro

Scritto da: -

La Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi, che quest’anno compie 58 anni, venne fondata nel 1951 da Paolo Grassi e Giorgio Strehler come scuola del Piccolo Teatro di Milano, cui avevano dato vita nel 1947.

La Scuola passò in gestione al Comune di Milano nel 1967, come Civica Scuola d’Arte Drammatica e offre, unica in Italia, percorsi di formazione per tutte le principali figure professionali nel campo del teatro e dello spettacolo dal vivo.

Qui i futuri attori, registi, drammaturghi, danzatori-coreografi, organizzatori e tecnici di palcoscenico studiano e lavorano insieme: oltre ad approfondire le materie specifiche del proprio corso, ogni allievo partecipa infatti a seminari e laboratori pratici con compagni di indirizzi diversi. Si sviluppa in questo modo la capacità di lavorare in gruppo, imparando a condividere coi propri colleghi tutte le fasi del percorso creativo: dall’ideazione di un progetto alla sua realizzazione scenica.

Per questioni politiche, che nulla pare abbiano a che fare con la cultura, la scuola si ritroverà a settembre senza direzione, senza alcune parti dell’amministrazione, senza un progetto didattico e senza una programmazione.

La metà degli insegnanti rischia di non essere riconfermata e molti non accetteranno di lavorare per una direzione non adeguata.

Volantino per la difesa della Paolo Grassi (fronte) Volantino per la difesa della Paolo Grassi (retro)

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Contribuire a salvare l’accademia Paolo Grassi significa anche impegnarsi per difendere tutte le autonomie culturali, seriamente in pericolo in questo problematica fase della storia del nostro paese. Facciamo perciò girare questo post e l’appello segnalato il più possibile. Grazie.

Appello di docenti, allievi ed ex autoconvocati

Comunicato degli studenti della scuola

Sito - Facebook

Di seguito un articolo di Anna Lia Sabelli Fioretti con ulteriori dettagli sulla vicenda.

*     *     *

CORRIERE DELL’UMBRIA
Matedì 25 agosto 2009
Il pubblico licenziamento di Schmidt.

Dal mondo del teatro sono state tante le voci che si sono unite per difendere il suo posto. Il regista umbertidese di adozione “silurato” dall’Accademia Paolo Grassi di Milano.

Il caso Maurizio Schmidt durante l’ultima edizione del Corciano festival dove cura da anni la sezione teatrale. A destra, la “Divina commedia” messa in scena dalla sua compagnia

Tutti gli studenti (intorno ai 400) e i docenti (circa 100) dei vari corsi di teatro della prestigiosa scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi di Milano, sostenuti all’esterno da un altissimo numero di uomini di teatro famosi come Escobar, Vacis, Baliani, Ovadia, Gazzolo, Maglietta, De Capitani, Sinigaglia (le firme sono oltre 100), si stanno mobilitando per contrastare il “siluramento ” del direttore Maurizio Schmidt, lombardo di nascita ma umbertidese d’adozione, colpevole solo di non essersi allineato alle direttive “politiche” provenienti dal comune di Milano. Schmidt, che da poco ha concluso con successo lo spettacolo di poesia, diviso in tre serate, per il Corciano Festival con il quale collabora da moltissimi anni, non riesce a nascondere il suo disappunto per la decisione di non rinnovargli il contratto dopo solo 2 anni di direzione e la rabbia per aver lavorato inutilmente tanto e bene perché i risultati di una buona semina, sia in campo didattico come in campo progettuale, hanno sempre bisogno di tempo per dare dei buoni frutti. Ex scuola del Piccolo di Milano la “Paolo Grassi” è diventata Accademia civica nel ‘56. Nel 2000 è entrata a far parte della Fondazione Scuole Civiche di Milano che ha il compito di gestire le quattro scuole d’arte: cinema, ,musica, lingue e teatro. Socio unico il Comune con l’impegno, nello statuto, che la sua partecipazione si sarebbe dovuta dismettere nel tempo man mano che fossero entrati altri enti partecipatori. Il risultato è che a 10 anni dall’inizio nella Fondazione non è entrato nessuno, quindi è una “privatizzata” con il Comune unico socio, che nel momento di crisi e con l’expo che avanza ha cominciato a tagliare. Dei 13 milioni di contributo per tutte e quattro le accademie ne è stato tolto uno. In pratica l’8%”Una scuola come la Grassi” precisa Schmidt “se vuole restare di alto livello, autonoma e legata al sistema teatrale deve cercarsi dei finanziamenti. Privatizzare vuol dire questo: lo Stato o chi per lui mette strutture e risorse e le scuole si rapportano con le aziende e con i sistemi economici, autofinanziando i propri progetti. Questo vuol dire che se noi facciamo un saggio di danza di Jasmeen Godder, astro nascente della danza israeliana, lo coproduciamo con la Biennale di Venezia e con Milano Oltre. Abbiamo lavorato con molti Festival tra cui Avignone, Ville Torinesi, Castiglioncello. Progetti che, per prima cosa, ti permettono l’autofinanziamento e poi danno visibilità agli studenti. Terzo, li mettono di fronte ad un pubblico vero”. Un sistema vincente che avrebbe dovuto far gioire l’amministrazione pubblica lombarda. Invece no. “In pratica” precisa Schmidt “le abbiamo fatto paura perché in questo modo ci siamo incamminati davvero sul sentiero della partecipazione di altri enti alle attività dell’istituzione. Eravamo gli apripista di un problema che è quello del futuro: il mescolamento della funzione pubblica con quella privata per mantenere autonomia ed alto livello di qualità alle strutture pubbliche”. Con la messa a sistema di una fitta trama di coproduzioni, quindi, un fiore all’occhiello per chiunque, il regista-attore ha decreato il proprio siluramento da parte del consiglio della Fondazione (oltretutto scaduto da mesi) che invece di riconfermarlo il 25 luglio ha indetto un bando di concorso che si chiuderà il 7 settembre. Nel frattempo la scuola verrà retta dal direttore generale, un amministrativo, che nulla sa di teatro. Uno sfregio agli studenti e ai docenti che si trovano davanti una vacatio di indirizzo e a tutti i progetti di coproduzione interrotti. La scuola tutta si è immediatamente mobilitata a sostegno di Schmidt con un’assemblea convocata il 23 luglio che ha prodotto un documento di pubblica condanna per la decisione presa. “E’ un vero peccato” commenta l’attrice Pamela Villoresi “che la qualità e le competenze siano elementi così trascurati nella valutazione delle persone nella decisione delle nomine per incarichi di pubblico interesse. La Scuola , sotto la direzione di Schmidt ha avuto un grande rilancio e una nuova primavera. Persone come lui sono preziose”. Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, non è da meno : “Il lavoro fatto da Schmidt in questi anni è stato veramente straordinario ed in perfetta armonia con le migliori scelte che la città ha saputo esprimere: rigore e apertura internazionale”. L’ex direttore di carattere è tosto, uno che non molla facilmente. Per questo, nonostante il licenziamento, ha deciso di partecipare al nuovo bando. “Lo faccio perché la pressione è alta. Alle spalle, a spingermi, c’è tutta la scuola al completo e una miriade di appelli provenienti da grandi personalità e strutture teatrali. E’ quasi certo che se un progetto che concorre al bando ha dietro di sé così tante persone non passerà mai perché la Fondazione non può recedere dalla decisione presa di non rinnovarmi il contratto. Però di sicuro si saprà che la Scuola, gli studenti, le famiglie, il sistema teatrale desiderano che la Grassi sia libera, autodeterminata, atipica e questo forse permetterà al nuovo consiglio di amministrazione di ragionare in maniera diversa”

Anna Lia Sabelli Fioretti

SCUOLA D’ARTE DRAMMATICA PAOLO GRASSI
via Salasco, 4 - 20136 Milano
Tel. 02 58302813 Fax 02 58315627
info_teatro@scuolecivichemilano.it

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all’autore

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
Aggiorna
  • nickname Commento numero 1 su La politica contro l'arte. Sosteniamo la Paolo Grassi, una scuola con un grande passato che rischia un mediocre futuro

    Posted by:

    Sono annichilito per le notizie di difficoltà della Scuola Paolo Grassi di Milano. Ovviamente il governo è incapace di cogliere la drammaticità di questa notizie per la cultura, il teatro, la società italiana. Sono pronto a intervenire insieme alla struttura, anche se non sono nessuno. Non mi chiamo Bondi. E meno male!!regista Gianni Battaglia (sicilia)regista.battaglia@libero.it Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su La politica contro l'arte. Sosteniamo la Paolo Grassi, una scuola con un grande passato che rischia un mediocre futuro

    Posted by:

    Grazie, segnalerò la sua disponibilità al comitato. Le immagini della protesta di oggi qui. Scritto il Date —