Mothers Act: a favore delle mamme o di Big Pharma?

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Sagoma di madre con bambinoIl Mothers Act è una proposta di legge, presentata al Congresso americano, che ha lo scopo di far sì che le istituzioni si prendano cura delle madri prima, durante la gestazione e nel post-partum.

La legge prevede che le donne in età fertile siano sottoposte a screening allo scopo di identificare malattie mentali pre e post parto per sottoporle, nel caso di riscontri positivi, a trattamenti farmacologici.

La normativa però ha finora incontrato ostacoli alla sua approvazione per l’opposizione di una parte dello schieramento politico. Ma ora sembra che si sia pervenuti, dietro le pressioni e le sovvenzioni bipartisan delle multinazionali farmaceutiche, a un accordo per mandare avanti l’iter legislativo.

Un articolo di Evelyn Pringle, giornalista investigativa dello Scoop Independent News, ben illustra i motivi a sfavore di questo provvedimento:

(…) Il senatore democratico Robert Menendez del New Jersey, dove risiedono un gran numero di aziende farmaceutiche, e Richard Durbin (D-IL) sono i principali sostenitori del progetto di legge al Senato.

In un discorso fatto durante l’Assemblea del 30 marzo 2009 dal deputato Rush divenne chiaro l’obiettivo di questa proposta di legge quando ha affermato che “dal 60 al 80 per cento delle nuove mamme sperimentano sintomi di depressione post parto, mentre la condizione più grave, la psicosi post parto, interessa fino al 20 per cento delle donne che hanno partorito da poco.”

Dopo che l’Assemblea ha votato per far passare la legge quel giorno, il deputato ha dichiarato: “La legge AR 20 metterà finalmente a disposizione significative somme di denaro e attenzione per la ricerca, selezione, trattamento e istruzione delle madri che soffrono di questa malattia.”

Il vero obiettivo dei promotori di questa legge è quello di trasformare le donne in età fertile in consumatrici a vita di trattamenti psichiatrici mediante lo screening per tutta una serie di “disturbi dell’umore” e “ansia” e non semplicemente per la depressione post parto.

Mai abbastanza viene detto riguardo alla capacità di chiunque, con un camice bianco addosso e un titolo medico, di convincere le vulnerabili donne in gravidanza e le neo-madri che i pensieri e sentimenti che possono provare in un giorno qualsiasi potrebbero essere anormali.

La costante sorveglianza e il fuoco di fila di domande, tipo sei depressa?, sei preoccupata, hai cambiamenti di umore?, hai paura della maternità?, dormi bene?, ci sono cambiamenti nella tue abitudini alimentari?, è prevedibile che sortiranno senza ombra di dubbio l’effetto di convincere molte donne che normali pensieri ed emozioni sono segno di disturbi mentali (…)

Per Luciano Gianazza che ha tradotto l’intero articolo qui, appare come “una legge a favore delle madri, nello specifico delle future e neo mamme e dovrebbe servire a far sì che le istituzioni si prendano cura di loro durante il periodo della gravidanza, del parto e dopo il parto. Questo perché alcune donne sono state soggette a disturbi di un tipo o di un altro in concomitanza con la gravidanza e il parto. Per quanto si potrebbe pensare che il Mothers Act sia un impegno della comunità nei confronti delle donne nel ruolo di madre, in realtà è stato elaborato dalla lobby di Big Pharma, con il solo scopo di trasformare la gravidanza, il parto e la nascita in una condizione medica in cui si verifica la presenza di malattie mentali da trattare con gli psicofarmaci.”

Image courtesy salem-news.com

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