Orti in città. Sviluppo dell'agricivismo in Italia

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Orto sul pianerottoloCon l’arrivo della primavera, stanno iniziando i lavori preparatori in giardino o su balconi e terrazzi. Una attività scelta da molti come misura antistress, per passione, per gratificazione personale, per garantirsi o la sicurezza del cibo che si porta in tavola o anche solo per risparmiare. Il risultato è che si assiste in molti Paesi al moltiplicazione degli orti fatti da te nelle case private o nei terreni pubblici.

Negli Stati Uniti il terrace garden sta appassionando molti con insalate e pomodori che crescono anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston, tanto che nel 2008 la ‘Burpee Seeds’, la più grande azienda americana di sementi, ha venduto il doppio rispetto all’anno precedente.

In Gran Bretagna il National Trust che si occupa della gestione del patrimonio culturale del Regno Unito, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi di lattuga.

Anche in Italia sono sempre più numerosi i comuni che mettono a disposizione piccoli appezzamenti da assegnare in concessione ad associazioni di anziani che in cambio si dedicano alla cura e alla semina di ortaggi, erbe aromatiche e fiori. Questa prima forma di orto urbano ha avuto grande successo e si è sviluppata molto in Emilia-Romagna (a Bologna al momento ci sono più di 3000 appezzamenti divisi in otto quartieri) per poi diffondersi anche in altre regioni.

Ma il fenomeno non si limita ad una sola fascia d’età. La passione degli italiani per la cura del verde coinvolge ormai 4 persone su 10. Circa la metà sono over 65, ma non mancano i giovani: uno su quattro del totale ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. L’hobby, secondo l’Istat, coinvolge nello stesso modo maschi e femmine.

Nascono così gli orti urbani: spazi verdi, personali o condivisi, dove coltivare i propri ortaggi socializzando con gli altri agricoltori metropolitani. I nuovi orti non offrono solo prodotti da mangiare, ma anche svago, nuova socialità e risposte ambientali. Per questo il movimento spontaneo nato sulla base di questa nuova ecologia privata è stato definito “agricivismo”.

Come afferma Bibì Bellini in un interessante articolo sull’argomento: “Al di là dell’afflato ecologico, realizzare e prendersi cura di un orto significa anche far crescere alcune virtù indispensabili per il cittadino di domani: il senso dell’attesa, la pazienza, la precisione, l’attenzione ai fenomeni climatici, la coscienza del limite. Tutti valori fondanti dell’inevitabile transizione degli stili di vita che ci attende”.

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  • nickname Commento numero 1 su Orti in città. Sviluppo dell'agricivismo in Italia

    Posted by:

    segnalo una bellissima idea per coltivare un orto sul proprio balcone o terrazzo di casa: www.gliortidellacoccinella.itciao  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Orti in città. Sviluppo dell'agricivismo in Italia

    Posted by:

    Belle le biostrutture, grazie. Scritto il Date —

 

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