La vanga di Obama e la rivoluzione degli orti urbani

Scritto da: -

Sono ben 10.000 coltivatori diretti. Si chiamano Kitchen Gardeners, coltivano e mangiano quello che raccolgono, sono indipendenti, molti vivono e coltivano in città.

Il Presidente Obama vanga il giardino della Casa Bianca

 

Tra le varie attività dedicate a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della produzione e consumo sostenibile i Kitchen Gardeners hanno organizzato la petizione Eat the view. Ovvero chiedere a Barack Obama di coltivare un orto nei giardini della Casa Bianca.

Intanto, la first lady Michelle ha importato nella sua nuova dimora la tendenza del mangiare local, ovvero il consumo di cibi prodotti o allevati a distanza sostenibile da casa, entusiasmando siti web come La Vida Locavore o Gristmill che si fanno paladini di un’agricoltura sostenibile e del consumo di alimenti che non devono essere spediti da altri paesi o regioni lontane sprecando enormi quantità di combustibili fossili prima di arrivare in tavola.

In una delle sue ultime apparizioni in pubblico, parlando ai dipendenti del Dipartimento dell’Agricoltura, la first lady ha lodato il lavoro dei “community garden”, gli orti comunitari di quartiere che interrompono la monotonia del cemento e “forniscono frutta e verdura a tante comunità del nostro paese e nel mondo. Quando il cibo viene cresciuto localmente, ha anche un sapore migliore”.

E in Italia? Anche da noi si diffonde sempre più la passione che porta a costruire spazi verdi su terrazzi, balconi e altre aree urbane.

Secondo lo studio della Coldiretti è un hobby che coinvolge più di uno su quattro con età compresa tra i 25 e i 34 anni e quasi la metà degli over 65.

Nascono così le nuove “campagne urbane”. Per inseguire “l’autarchia da balcone”, come la definisce Marinella Correggia autrice di numerosi libri. Ma anche per azzerare il numero di chilometri da far percorrere al cibo che ci alimenta.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all’autore

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!