Diritto al cibo: la campagna di altromercato

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Contadini indiani nel campoIl diritto al cibo è il diritto umano fondamentale e precondizione del diritto alla vita. Ma oggi quasi un miliardo di persone non hanno denaro a sufficienza per comprare il cibo che serve loro a sopravvivere.

Ciò non è dovuto alla carenza di alimenti, ma al fatto che il cibo non è accessibile a causa dei disequilibri del commercio internazionale e per le scelte delle politiche agricole che sono state prese in questi ultimi decenni.

Il paradosso è che a soffrire la fame sono soprattutto coloro che vivono nelle aree rurali e lavorano per produrre quello che arriva sulle nostre tavole. Questo è il frutto di un mercato delle materie prime agricole fortemente improntato alla specializzazione produttiva e all’esportazione, che ha smantellato i sistemi agricoli locali.

Il diritto delle persone al cibo è strettamente legato al diritto dei popoli, delle comunità e dei Paesi di definire le proprie politiche agricole, alimentari e di lavoro in modo ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specifiche.

E’, in altre parole, un diritto che può essere garantito soltanto in un contesto di sovranità alimentare. Ciò significa mettere chi produce, distribuisce e consuma alimenti al centro dei sistemi e delle politiche alimentari e al di sopra degli interessi dei mercati e delle imprese.

Altromercato, con la sua campagna per rispettare la biodiversità, aiutare lo sviluppo delle piccole economie locali del Nord e del Sud del mondo, ci invita a scegliere un modello di alimentazione e di consumo responsabile. Così possiamo orientare il mercato e contribuire a ridurre il numero di persone a cui è negato il diritto al cibo.

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