Da quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente "imprenditore agricolo", le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere.
Lo scorso 17 gennaio a Torriglia (GE) è partita ufficialmente una raccolta di firme organizzata da Civiltà Contadina, Consorzio della Quarantina, Cir, Antica Terra Gentile e Rete Bioregionale Italiana per rendere possibile la rinascita di contadini liberi dalla burocrazia, orientati all'autosufficienza, rispettosi della fertilità della terra e della biodiversità rurale.
Riportiamo dal sito dei promotori:
In "Lettere a una professoressa" (1967) don Lorenzo Milani ricordava che "nulla è più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali". Così, anche trattare allo stesso modo, con lo stesso regime normativo, sanitario e fiscale
è prontamente ingiusto e - se la legalità si fonda sulla giustizia - illegale.
Scopo della Campagna è raccogliere, nel corso del 2009, il più alto numero di adesioni (di organizzazioni) e di firme (di persone) per arrivare a chiedere al Ministro delle Politiche Agricole e ai Presidenti delle Regioni l'apertura di tavoli di confronto e dialogo sui 5 punti proposti, come primo passo per iniziare a distinguere la figura e il ruolo dei contadini e liberarli per quanto sia possibile dalla burocrazia che ne appesantisce e ne ostacola (per non dire "ne impedisce") il lavoro.
Per leggere e firmare la petizione clicca qui.
@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore
alle 19:57
Luigi Gallo
Giusto. Pare proprio che vogliano farli scomparire. Pensa che un recente decreto legislativo equipara, mettendoli nella stessa fascia (fino a 1000 hl), chi produce 10 quintali di olio e chi che ne produce 999. La tassa è di 400 euro, come dire ai piccoli produttori che lo fanno principalmente per sé e pochi altri: rinunciateci e andatevelo a comprare...