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I contadini non vogliono scomparire

Luigi Gallo avatar Lunedì 26 Gennaio 2009, 12:27 in Agricoltura, Protonutrizione, Segnalazioni, Società di Luigi Gallo

Contadina mostra il raccoltoDa quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente "imprenditore agricolo", le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere.

Lo scorso 17 gennaio a Torriglia (GE) è partita ufficialmente una raccolta di firme organizzata da Civiltà Contadina, Consorzio della Quarantina, Cir, Antica Terra Gentile e Rete Bioregionale Italiana per rendere possibile la rinascita di contadini liberi dalla burocrazia, orientati all'autosufficienza, rispettosi della fertilità della terra e della biodiversità rurale.

Riportiamo dal sito dei promotori:

In "Lettere a una professoressa" (1967) don Lorenzo Milani ricordava che "nulla è più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali". Così, anche trattare allo stesso modo, con lo stesso regime normativo, sanitario e fiscale

  • chi, da una parte, pratica un'agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un'agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell'economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in montagna e nelle zone economicamente marginali), per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna; e
  • chi, invece, pratica un'agricoltura orientata al profitto e all'ottenimento di premi e contributi; spesso fondata su monocolture monovarietali; erosiva della biodiversità, dell'acqua e della fertilità del suolo; disattenta per la salute di chi lavora la terra e i suoi prodotti e di chi li consuma; indifferente allo sfruttamento delle persone e delle risorse ambientali;

è prontamente ingiusto e - se la legalità si fonda sulla giustizia - illegale.

Scopo della Campagna è raccogliere, nel corso del 2009, il più alto numero di adesioni (di organizzazioni) e di firme (di persone) per arrivare a chiedere al Ministro delle Politiche Agricole e ai Presidenti delle Regioni l'apertura di tavoli di confronto e dialogo sui 5 punti proposti, come primo passo per iniziare a distinguere la figura e il ruolo dei contadini e liberarli per quanto sia possibile dalla burocrazia che ne appesantisce e ne ostacola (per non dire "ne impedisce") il lavoro.

Per leggere e firmare la petizione clicca qui.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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2 commenti
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26 Gen 2009
alle 19:57

Luigi Gallo

Giusto. Pare proprio che vogliano farli scomparire. Pensa che un recente decreto legislativo equipara, mettendoli nella stessa fascia (fino a 1000 hl), chi produce 10 quintali di olio e chi che ne produce 999. La tassa è di 400 euro, come dire ai piccoli produttori che lo fanno principalmente per sé e pochi altri: rinunciateci e andatevelo a comprare...

1
26 Gen 2009
alle 16:07

mym

Ottima idea la petizione: bisogna tassare i profitti non la vita! Ciao, mym

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