L'integrazione uomo-macchina pare avvicinarsi davvero, come sostiene Raymond Kurzweil nel suo celebre libro. A dare credito alle previsioni dello scienziato-futurologo americano è un esperimento pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology da Michel Giugliano, svizzero che lavora dell'Università di Anversa e da Laura Ballerini dell'Università di Trieste presso il centro Brain. I ricercatori italiani e svizzeri hanno collegato alle cellule nervose nanotubi di carbonio, aumentando l' eccitabilità neurale.
I nanotubi di carbonio hanno capacità di condurre elettricità e i neurologi hanno dimostrato che questi materiali possono formare «giunzioni strette», un po' come quelle naturali tra cellule, con le membrane dei neuroni. Questo permette di creare collegamenti artificiali e vere e proprie «scorciatoie» per il passaggio del segnale nervoso. L'idea potrebbe essere sfruttata per creare ponti neurali che aggirino traumi o lesioni e interfacce cervello-computer per neuroprotesi.
La foresta di neuroni che compone il nostro sistema nervoso è organizzata in modo tale che ciascun neurone, attraverso ramificazioni cellulari molto intricate, prenda contatti con neuroni limitrofi. Questo permette di instaurare una comunicazione anche fra zone nervose distanti tra loro: in caso di lesioni, per esempio a seguito di un ictus o di un trauma, il viaggio del messaggio neurale può trovare il percorso interrotto e fermarsi.
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