Sia studi epidemiologi che la ricerca sperimentale suggeriscono che l'ambiente batterico e l'esposizione a prodotti batterici nell'infanzia modifichino la risposta immunitaria e potenzino lo sviluppo della tolleranza rispetto ad allergeni ubiquitari.[1]
In effetti, l'infiammazione delle mucose, sia intestinali sia bronchiali, sembra andare di pari passo: "L'infiammazione nella mucosa intestinale è stata dimostrata nell'asma bronchiale suggerendo che l'intero sistema delle mucose è coinvolto nelle allergie."[2]
Questo legame tra flora batterica e condizione allergico-asmatica si conferma anche nelle età successive, dall'adolescenza, dove si è visto che asma, rinite allergica e intolleranze alimentari sono chiaramente legate a fenomeni di disbiosi intestinale[3], all'età adulta, dove si è trovato, ad esempio, che "... la prevalenza dell'asma è più comune nel gruppo di individui affetti da IBS (sindrome dell'intestino irritabile) che nel gruppo di controllo. I nostri risultati supportano l'ipotesi che asma e IBS condividano processi patofisiologici comuni."[4]
La microflora intestinale può giocare un ruolo particolare sotto questo aspetto. Il meccanismo esplicativo di questo stretto legame tra condizione intestinale e condizione allergico-respiratoria infatti sembra essere collegato all'alterazione della permeabilità intestinale (leaky gut syndrome) – cosa che gli studi citati confermerebbero – dove le alterazioni della flora batterica intestinale si ripercuotono direttamente su altri comparti fisiologici[5], e in questo specifico caso, sul sistema respiratorio.
Sia come sostegno nutriterapico alla terapia medica sia come mantenimento e prevenzione, l'uso combinato di un probiotico altamente efficace come il DDS-1, e di enzimi digestivi fungali capaci di ridurre la percentuale di macromolecole indigerite, può risultare determinante per vincere la battaglia contro le allergie.
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