di Marco Pagani
Dopo varie prove condotte illegalmente (V.Shiva, 2007, p 34-36), il cotone Bt è stato introdotto ufficialmente in India nel 2002: il grafico a fianco mostra l'impetuosa avanzata delle colture transgeniche tra il 2002 e il 2006 (Gruère et al. 2008). Nel 2007 e nel 2008 la superficie coltivata a OGM è ulteriormente aumentata, rispettivamente a 6,2 milioni e a 8,3 milioni di ha (The Hindu , 2008).
L'introduzione del cotone Bt non rappresenta tuttavia quella marcia trionfale che viene spesso descritta dalle industrie biotech e dai vari istituti di ricerca che le spalleggiano. I numeri sono innanzitutto piuttosto discutibili, dal momento che indagini sul campo hanno mostrato che il 46% dei semi OGM sono mescolati con semi tradizionali (dal momento che i semi Bt sono molto più cari, è cioè pratica normale che diversi rivenditori "taglino" il prodotto con sementi non-Bt di minor costo).
Le rese del cotone sono cresciute tra il 2002 e il 2006, ma se si riporta in un grafico la resa complessiva annuale in funzione della % di terra coltivata a OGM, si scopre qualcosa di piuttosto curioso: le rese delle colture crescono mentre la frazione di terra OGM varia tra 0 e 10%, per poi rimanere costanti per frazioni più elevate.
Sono stati davvero gli OGM ad aumentare la resa del cotone, o magari invece è stata la pioggia? Il 65% del cotone non è irrigato e le rese dipendono molto dalla piovosità delle diverse annate.
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