Verifiche sperimentali sull'azione protettiva delle ficocianine

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Molecola di ficocianina in 3DCome abbiamo visto nel post precedente la lipoperossidazione prodotta dai radicali liberi danneggia le cellule e favorisce l’invecchiamento oltre che aprire la strada alle malattie degenerative.

Dalla degradazione si generano acidi grassi a basso peso molecolare, come alcheni, alcani e chetoni e come la malonildialdeide (MDA). Quest’ultima in particolare è un prodotto tardivo della lipoperossidazione che viene utilizzato per monitorare il processo, come indice dell’ossidazione e quindi del danno cellulare.

La ricerca ha mostrato come le ficocianine algali possono ridurre considerevolmente la malonildialdeide. In particolare è stato visto sia in vitro che in vivo che uno speciale estratto concentrato di ficocianine da microalga Klamath, è in grado di ridurre in maniera dose-dipendente la malonildialdeide generata dalla ossidazione del plasma umano e degli eritrociti, fino al quasi totale annullamento della ossidazione anche a bassi dosaggi.

Nello studio clinico su volontari si è ottenuta una riduzione del 36% della MDA plasmatica nei soggetti trattati dopo un solo mese di somministrazione.

Questo dato è importante anche sul piano neurologico poichè si sa che esiste una significativa correlazione tra aumento di MDA come indice della lipoperossidazione e disturbi affettivi e dell’umore.[1]

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1. Ozcan ME, Antioxidant enzyme activities and oxidative stress in affective disorders, in Int Clin Psychopharmacol. 2004 Mar;19(2):89-95.

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