Moriamo facendo morire: il paradosso planetario delle risorse alimentari

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Vignetta con donna grassa e magraUn ristretto numero di fattori di rischio è responsabile secondo le statistiche ufficiali di più di un terzo della mortalità del pianeta: circa il 40% dei 56 milioni di decessi mondiali annui.

Essi non solo causano un numero così elevato di morti premature ma sono anche l’origine di una quota considerevole di patologie. Parliamo di malattie non contagiose, quindi dovute principalmente allo stile di vita.

Ma mentre fumo, alcol, ipertensione, elevati livelli di colesterolo e obesità sono imputati di almeno un terzo delle malattie nei paesi più industrializzati del nord America e dell’Europa, il basso peso alla nascita, ad esempio, è responsabile di più di tre milioni di morti all’anno tra i bambini dei paesi in via di sviluppo.

I numeri sono eloquenti: mentre nei paesi in via di sviluppo 170 milioni di bambini sono sottopeso, in gran parte per mancanza di cibo, nelle aree più sviluppate circa un miliardo di adulti sono sovrappeso.

Si valuta che in Europa occidentale e negli USA circa mezzo milione di persone l’anno muore per malattie correlate all’obesità, mentre nel resto del mondo tra le cause principali c’è la denutrizione (la quale oltretutto indebolisce anche il sistema immunitario per far fronte a infezioni ed epidemie).

Si muore quindi sia per eccessi che per carenze e fra le due realtà c’è relazione e interdipendenza. Basti pensare a quanti vegetali (inclusi cereali e legumi) vengono utilizzati per l’allevamento animale.[1] Noi quindi moriamo per troppi grassi e proteine sprecando al contempo risorse alimentari che potrebbero nutrire milioni di altri esseri umani.

Un vero e proprio paradosso, assurdo, e un nodo da sciogliere urgentemente da parte delle istituzioni internazionali impegnate nel cosiddetto processo di globalizzazione. Ma purtroppo governi e istituzioni sanitarie (inclusi WHO e OMS) sembra che puntino a tutt’altri obiettivi. Approfondiremo il discorso.

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1. Da 100 kg di cereali usati come foraggio possiamo ricavare 8 kg di carne bovina. Mentre in Africa o in India si consumano in media 200 kg di cereali l’anno a testa; Americani ed Europei ne consumano 1.000 kg, il 90% dei quali viene impiegato per nutrire il bestiame. Più di un miliardo di bovini occupano il 24% della superficie terrestre consumando 1/3 dei cereali prodotti nel mondo: una quantità sufficiente a sfamare centinaia di milioni di esseri umani. [Fonti: J. Rifkin, Beyond Beef - The Rise and Fall of the Cattle Culture;  J. Robbins, Diet for a New America]

Image courtesy scagozo.com/blog

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