Fonti naturali di enzimi

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alimento fermentato a base di soiaL’uso di enzimi attraverso alimenti opportunamente fermentati coincide con gli inizi della storia e della cultura. Già gli antichi Sumeri utilizzavano bevande fermentate a base di orzo, quella che poi sarebbe diventata l’odierna birra. In tutti i popoli di tutti i continenti troviamo poi cibi e bevande ricchi di fermenti ed enzimi.

Nei primi decenni del secolo scorso sono iniziati gli studi moderni di enzimologia e sulle loro basi si formarono in seguito anche specifiche scuole mediche, soprattutto tedesche, che utilizzano gli enzimi alimentari come veri e propri strumenti terapeutici.

L’uso in medicina è cominciato utilizzando enzimi di origine animale, come pepsine, tripsine, pancreatina ecc. La pancreatina ad esempio è una preparazione derivata dal pancreas di maiale. E’ utilizzata per facilitare la digestione e come terapia sostitutiva nel trattamento dell’insufficienza pancreatica.

Tra le fonti vegetali più utilizzate abbiamo la bromelina, un enzima proteolitico estratto dal fusto dell’ananas. Ha un’attività fibrinolitica (anticoagulante e antiaggregante delle piastrine) e antinfiammatoria. Agisce infatti sui mediatori dell’infiammazione, inducendo la produzione di citochine, un elemento chiave del sistema immunitario.

La papaina estratta dalla polpa del frutto di papaya è ricca di enzimi proteolitici (20%) simili alla pepsina. In funzione digestiva può alleviare il lavoro del fegato riducendo la produzione di metaboliti, cioè quelle sostanze parzialmente digerite che rallentano il transito intestinale. Ha anche proprietà antinfiammatorie simili alla bromelina dell’ananas.

Gli enzimi fungali hanno degli ulteriori vantaggi, sia rispetto alle fonti animali che a quelle vegetali. Mentre gli altri sono tutti enzimi proteolitici, cioè digeriscono soltanto le proteine, essi hanno uno spettro completo: non solo proteasi, ma anche lipasi (grassi), lattasi (latticini), amilasi e glicoamilasi (carboidrati e zuccheri), e perfino endofitasi, che scompone quell’acido fitico, presente nei cereali integrali, il quale impedisce una buona assimilazione dei minerali da vegetali ed erbe. Vedremo domani ulteriori caratteristiche.

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  • nickname Commento numero 1 su Fonti naturali di enzimi

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    Salve,volevo sapere se ci sono studi empirici seri che hanno determinato la temperatura effettiva che produce la degradazione degli enzimi. Spesso trovo il riferimento ai 40 gradi centigradi, ma mancano sempre le fonti bibliografiche.I 40 gradi sono una temperatura accertata ed unviversale per qualsiasi classe di enzimi presenti negli alimenti? Oppure ci sono diverse temperature?Infine vorrei fare un ragionamento, non so se corretto: se con la febbre la nostra temepratura interna supera di poco i 40 gradi questo non dovrebbe provocare la degradazione di tutti i nostri enzimi interni? Grazie  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Fonti naturali di enzimi

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    Qualsiasi testo di biologia (es. questo) spiega come funziona un enzima e le prove effettuate per verificare le temperature di attivazione. Ad esempio addizionando amilasi all’amido della patata si osserva che come la temperatura aumenta, gli enzimi lavorano più duramente e si consumano più velocemente.Bisogna poi distinguere le varie classi di enzimi: quelli digestivi sono solo una parte minima di tutti quelli finora conosciuti. Vi sono anche enzimi isolati da microrganismi termofili (es. archeobatteri), detti termoenzimi,  che mostrano la loro attività a temperature anche oltre i 100· C e sono termostabili. Essi hanno una struttura più rigida delle rispettive proteine mesofiliche a temperatura ambiente.E' normale, facendo semplici esami, ritrovare vari enzimi nell’urina, feci e sudore dopo febbri e attività atletiche, insieme alle altre sostanze consumate come proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali ecc.Ma il nostro organismo non è un contenitore amorfo. Gli enzimi sono proteine che si creano, consumano e ricreano. Gli enzimi sono prodotti in base alle istruzioni genetiche fornite da una cellula in un dato momento e sono inattivati a temperature prossime ai 45° C denaturandosi se la temperatura sale sino a 55° C. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Fonti naturali di enzimi

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    Grazie, perciò l'essicatura di verdura, germogli, semi, se condotta a temperature di 40 gradi centigradi non compromette la struttura e le funzioni degli enzimi, anche se per un periodo di tempo prolungato?Lo stesso prodedimento a 40 gradi centigradi preserva anche per le proteine e gli acidi grassi polinsaturi dalla degradazione e dalla lipoperossidazione? Oppure proteine e grassi si modificano a temperature inferiori?   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Fonti naturali di enzimi

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    Le essiccazioni migliori sono con temperature basse, minimo assorbimento di calore e tempi brevi. Ognuno di questi tre fattori ha la sua influenza. Inserendo in "Cerca sul blog" il termine essiccazione troverà vari post che trattano l'argomento parlando anche di temperature ottimali per i vari nutrienti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Fonti naturali di enzimi

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    Grazie, ho letto alcuni post sul sistema refractance window però non ho trovato riferimenti alle temperature a cui si denaturano le proteine e i grassi polinsaturi. Inoltre, non so dove si acquistano questi essicatori che usano il metodo refractance-windows attraverso memebrana impermeabileLa mia intenzione era fare uso di un essicatore ad aria calda alla temperatura di circa 40 gradi, però mi chiedevo se preserva oltre che agli enzimi anche le proeteine e i grassi polinsaturi http://www.keimling.de/obj/info_pdfs/s5610_stoeckli_2004_06.pdf Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Fonti naturali di enzimi

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    Come evidenziato nella tabella in fondo a questo post, migliore è il sistema di essiccazione (secondo i tre parametri che avevo indicato nella risposta precedente) e più alta sarà la conservabilità di acidi grassi proteine ecc.Nella scheda di cui fornisce il link ci sono solo slogan commerciali, nessuna nota tecnica o test e certificati sulla conservazione dei nutrienti (a parte la traduzione maccheronica, scrivono ad es. legumi invece di verdure...).Per qualsiasi metodo l'unica verifica valida è fare un'analisi prima e dopo. Può rivolgersi a un laboratorio specializzato o un centro universitario.Per avere il massimo dei nutrienti conviene consumare prevalentemente vegetali freschi. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Fonti naturali di enzimi

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    salve,volevo sapere un'informazione riguardo i fitati; io mangio molta crusca poiche' ho letto che contiene ottime dosi di magnesio e zinco..pero' ho anche letto che contiene fitati che limitano l'assorbimento degli stessi minerali...quindi non so piu' se conviene mangiarla..cosa mi consigliate? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Fonti naturali di enzimi

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    Come spiegato nel post, gli enzimi fungali contengono anche Endo-fitasi che inattiva i fitati e favorisce l’assimilazione dei minerali contenuti nei vegetali. Li trova in Digevit: 1 capsula ai pasti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Fonti naturali di enzimi

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    Salve io soffro di una dermatite atopica molto forte alle mani e sulle giunture delle ginocchia e delle braccia. Mi hanno indirizzato un signore (non sono sicura sia medico) che si trova in Svizzera e che cura i suoi pazienti con punture di enzimi che lui stesso produce. Secondo voi ci si può fidare?  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Fonti naturali di enzimi

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    La malattia di Lyme cronica comporta un'infiammazione stabile nel corpo e delle patologie degenerative alle articolazioni, al sistema nervoso, ecc. Niente terapie per questo stadio della malattia: cortisone (errore drammatico secondo me) e antidolorifici... E' immaginabile qualche beneficio realistico utilizzando integratori ad hoc ? La borrelia si incista nelle cellule del sistema immunitario e non può venire soppressa dallo stesso... rilascia però tossine che attivano una risposta infiammatoria cronica. Idee? Grazie dell'attenzione. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Fonti naturali di enzimi

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    Coadiuvanti protonutrizionali utili sono gli enzimi proteolitici per le proprietà antinfiammatorie e la modulazione immunitaria. Scritto il Date —

 

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