Enzimi vegetali: i vantaggi di quelli fungali

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immagine di fungo aspergilloNel post di ieri abbiamo parlato sia di enzimi animali, come la pancreatina, sia di enzimi vegetali, come la bromelina e la papaina, e abbiamo visto le loro proprietà sulla digestione e il rinnovamento delle proteine nell’organismo.

Gli enzimi vegetali hanno minori controindicazioni rispetto a quelli animali e costituiscono degli ottimi rimedi preventivi o coadiuvanti naturali alle terapie mediche. Abbiamo anche visto che quelli fungali possiedono uno spettro enzimatico più ampio e completo.

Sono derivati dal fungo aspergillus oryzae attraverso un procedimento naturale messo a punto dal Dr. Edward Howell, pioniere, negli anni ‘30 del secolo scorso, dell’enzimologia alimentare.

Oltre alla maggiore varietà di enzimi presenti, essi hanno il vantaggio di raggiungere la  massima funzionalità tra i 30° e i 40°, la temperatura umana.. Gli enzimi animali si attivano invece alla temperatura di oltre 50°; mentre quelli vegetali tra i 20° e i 30°.

Sopravvivono sia nel tratto acido che in quello alcalino e neutro dell’apparato digerente. Come gli altri enzimi svolgono la maggior parte del lavoro nella parte alta dello stomaco, predigerendo gli alimenti, e questo accade con tutti i tipi di enzimi. Ma una volta che il bolo alimentare passa nella parte acida e poi alcalina dello stomaco, mentre gli altri enzimi muoiono, quelli da fungo aspergillus semplicemente sospendono l’attività, riattivandosi poi al livello del duodeno.

Sono perciò in grado di rigenerare il processo digestivo, con effetti diretti ed indiretti su tutta la salute della persona.[1]

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1. Anthony J. Chicoke, Enzymes and Enzyme Therapy, Keats Publ., New Conoon, CT, 1994, p.159.

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