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Klamath e insulina

Luigi Gallo avatar Mercoledì 8 Agosto 2007, 11:48 in Benessere, Nutriterapia, Nutrizione, Protonutrizione, Salute, Scienza di Luigi Gallo

ciotole con zucchero Tra le funzioni principali svolte dall'insulina nel metabolismo glicidico c'è la trasformazione degli zuccheri in energia (glicogeno) e quella di immagazzinare gli zuccheri (carboidrati) in eccesso - quando non possono più essere trasformati direttamente in energia - in riserve di grasso.

L'uso eccessivo e prolungato di zuccheri e carboidrati raffinati nel corso degli anni può condurre a uno squilibrio cronico del metabolismo insulinico, sviluppando una "resistenza metabolica" che ostacola la produzione di glicogeno e aumenta invece quella dei grassi.

Assieme ad opportuni accorgimenti dietetici l'uso regolare dell'alga Klamath mette a disposizione dell'organismo tutta una serie di nutrienti essenziali (acidi grassi, aminoacidi, vitamine, oligoelementi) che agiscono sul riequilibrio del metabolismo insulinico, favoriscono la riduzione dell'appetito e delle voglie di zuccheri, e facilitano anche lo smaltimento dei grassi accumulati.

Oltre all'esperienza diretta dei consumatori, anche gli studi hanno confermato che la Klamath promuove una migliore digestione dei carboidrati e contribuisce alla riduzione dei livelli di glucosio nel plasma.[1] Può essere quindi un ottimo coadiuvante nelle terapie di patologie con alterazioni dei valori glicemici, come diabete e obesità.

L'azione di attivazione e regolazione del metabolismo glicidico svolta dalla Klamath viene ulteriormente completata e potenziata dall'associazione con enzimi di origine fungale e altri nutraceutici come il cromo polinicotinato.

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[1] Kushak, R., et al., Effect of algae Aphanizomenon Flos Aquae on digestive enzyme activity and polyunsaturated fatty acids level in blood plasma, in Gastroenterology, 1999, 116:A559.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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2 commenti
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16 Ago 2007
alle 01:08

Luigi Gallo

No, perché, come specificato chiaramente nel post, stiamo parlando innanzitutto di prevenzione e, in caso di patologia, di un coadiuvante (nel testo è evidenziato in grassetto), non di farmaci o cure. In quanto tale è d'aiuto e sostegno alla terapia in ogni caso. Succede ad es. che venga ridotto, in alcune situazioni, il dosaggio di insulina e si osservi una maggiore stabilità e controllo della situazione oppure che cofattori e nutrienti essenziali svolgano una funzione protettiva sui danni collaterali causati dalla malattia (es. renali e cardiovascolari). Ma questo non è un post sul tema specifico del diabete e sulle sue caratteristiche e differenziazioni. Ne abbiamo parlato e ne riparleremo in maggior dettaglio prossimamente.

1
15 Ago 2007
alle 20:25

Francesca

Ovviamente, cosa che non viene ben chiarita (!!!!), si parla sempre di DIABETE di tipo 2!!!! Sarebbe meglio indicarlo, quando di fanno certi riferimenti, grazie!

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