Abbiamo parlato ieri di una ricerca recente che mette gli integratori di vitamine sotto accusa. Ma non è la prima.
Uno studio particolarmente significativo quanto discusso fu quello di Lancet del 2004.
I ricercatori presero in esame 14 studi per un totale di oltre 170000 partecipanti. Furono considerati, inoltre, 10 diversi tipi di intervento, con vitamine e antiossidanti, che hanno coperto cinque siti dell'area gastrointestinale: stomaco, esofago, intestino, pancreas e fegato.
Il confronto tra le somministrazioni casuali di integratori vitaminici con il placebo non mostrò alcuna differenza nella riduzione dei rischi. Non solo, ma per alcuni di essi si evidenziò un incremento significativo della mortalità con un ruolo particolarmente significativo in questo senso del beta-carotene, precursore della vitamina A.[1]
Già in precedenza i famosi studi CARET e PHS, promossi dallo statunitense National Cancer Institute e pubblicati dal New England Journal of Medicine nel 1996, avevano mostrato come il betacarotene sintetico, e lo stesso betacarotene naturale ma isolato, lungi dallo svolgere un'azione antiossidante, agiscono come fattori ossidativi e addirittura, sembrerebbe, pro-tumorali.[2]
In altri studi invece, come quello svolto nella provincia cinese di Ling Xian, un supplemento giornaliero di betacarotene, unito però ad altri micronutrienti, aveva diminuito del 10 per cento l'incidenza del carcinoma gastrico in una popolazione ad alta prevalenza.[3]
La ricerca scientifica stabilì da allora che per ottenere una potente azione antiossidante e preventiva dei tumori è necessario assumere il betacarotene nel suo stato naturale, e soprattutto nella sua naturale sinergia con altri carotenoidi.[4]
Nella microalga Klamath il betacarotene si trova unito agli altri carotenoidi (alfa, gamma, cantaxantina, astaxantina, luteina, zeaxantina, licopene ecc.) e ad altri circa 70 micronutrienti e cofattori nutrizionali (vedi composizione nutrizionale).
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1. Bjelakovic G et al. Antioxidant supplements for prevention of gastrointestinal cancers: a systematic review and meta-analysis. Lancet 2004; 364: 1219-28
2. J Natl Cancer Inst. 1996 Nov 6;88(21):1550-9.
3. J Natl Cancer Inst 1993; 85: 117
4. [1 Mayne S.T., et al., Beta-carotene, carotenoids and disease prevention in humans, in FASEB J., 10(7): 690-701 (1996); Pryor W.A., et al., Beta-carotene: from biochemistry to clinical trials, in Nutr Rev., 58(2 Pt 1): 39-53 (2000).
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io consumo molto concentrato di pomodoro per il suo contenuto in licopene, è inutile vista l'assenza degli altri carotenoidi?
Si sa che se uno mangia tantissime carote (chili!) diventa un po' arancione per eccesso di carotene, ma non ci sono rischi per la salute. Se le dovesse succedere semplicemente smetta o torni a mangiarne quantità normali. La colorazione anomala della pelle sparirà entro 3-4 settimane dalla riduzione dell'assunzione.
Le vitamine estratte da alimenti o piante sono più assimilabili perché non sono, in genere, mai "pure". Conviene comunque sempre utilizzare il frutto o la pianta intera, poiché la vitamina isolata (tranne casi di utilizzo d'urgenza per carenze acute) senza gli altri cofattori e vitamine può creare scompensi a lungo andare.
Più ampio e sinergico (come abbiamo visto nell'esempio della Klamath) è lo spettro nutrizionale, migliore è anche l'assimilazione e l'utilizzo di ogni singolo nutriente.
Consumare in eccesso frutta e verdura che contengono beta-carotene (carote,albicocche, verdure a foglia verde) può portare agli stessi rischi che si sono verificati con gli integratori di beta-carotene? Oppure può portare a rischi diversi come l'ipercarotenemia? Con quali conseguenze?
Infine c'è differenza tra integratori che contengono vitamine sintetiche e integratori che contengono vitamine estratte da piante? (ad es vitamina c estratta da acerola, vitamina e estratta da germe di grano) Alla fine sono sempre sostanze isolate anche se naturali. Grazie
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alle 14:10
Luigi Gallo
Proprio inutile non direi se, come suppongo, consuma insieme anche altri ortaggi. Maggiormente quelli verdi (es. cavoli) e gialli/arancioni (es. carote) contengono carotenoidi. Come spiegavamo nella precedente risposta, non è questione di quantità, ma di proporzione e sinergie. Nella Klamath in particolare trova tutta l'orchestra perfetta dei caroteni.