Esiste un rapporto fra nutrienti e salute mentale? Abbiamo già visto come alcune sostanze contenute in particolari alimenti possano contribuire a stabilizzare l'umore e a migliorare il comportamento, ad esempio qui.
Come sostiene la Dott.ssa Fiamma Ferraro in questa pagina web: "Il fatto che molti soggetti affetti da schizofrenia o depressione siano carenti di vitamina B6 e zinco potrebbe essere una delle scoperte più significative della medicina nutrizionale/ortomolecolare. In questo contesto potrebbe non trattarsi di carenze dovute ad un'errata alimentazione, ma di difetti innati del metabolismo, tra i quali la criptopirroluria."
La criptopirroluria è una disfunzione metabolica scoperta circa 50 anni fa dal medico americano C. Pfeiffer, ma che pochi, anche tra gli addetti ai lavori, conoscono.
Spiega la dott.ssa Ferraro: "Nell'organismo, la presenza di quest'affezione, di per sé asintomatica, comporta la produzione di sostanze chimiche, i pirroli, e la perdita di elementi essenziali, tra cui la vitamina B6 e lo zinco. E' semplice diagnosticare la criptopirroluria, in quanto i pirroli vengono escreti nelle urine. In circa il 30 % delle persone affette da schizofrenia, si rilevano livelli evati di pirroli nelle urine, mentre il tasso nella popolazione normale si aggira sull'11%."
"E' ovvio - chiarisce Fiamma Ferraro - che non tutti i casi di schizofrenia sono causati dalla criptopirroluria, ma dato che si tratta indubbiamente di un fattore da accertare per poterlo escludere, e dato che la diagnosi è non-invasiva ed a basso prezzo, varrebbe la pena che ogni persona colpita dalla schizofrenia o da altri problemi mentali effettuasse l'analisi delle urine."
Per ulteriori dettagli sulla criptopirroluria clicca qui.
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una cosa che mi ha sempre colpito e' l'elevata dose giornaliera di zinco che una persona sana dovrebbe assumere. Quante ostriche/carne rossa/semi deve mangiare una persona normale OGNI giorno per rifornirsi di zinco??
Le nosografie in medicina sono tutte "inventate", sono cioè schemi interpretativi perfettibili. Certe ricorrenze di sintomi apparentemente simili vengono catalogate dalle varie medicine con un nome e vi si appone un "etichetta". Gli antichi medici parlavano dei 4 umori, la medicina cinese parla di yin-yang, 5 elementi, quella indiana dei dosha e poi c'è tutto il campo, cosiddetto alternativo, a partire dall'omeopatia (la branca più diffusa e consolidata) e tanti altri approcci diagnostici e terapeutici. Per essere un terapeuta uno comunque bisogna sceglierne per orientarsi, oppure quale può essere l'alternativa? Se può dire qualcosa di più sulla "comprensione di alcuni fenomeni", penso che farà piacere a tutti venirne a conoscenza. Possibilmente qualcosa di nuovo e utile, non rimarcare gli errori o le insufficienze dell'esistente, che in questo blog e nei suoi forum, sono stati già più che ampiamente sottolineati. Grazie.
LG
Ave.
Nonostante la schizofrenia e la depressione siano etichette inventate, lo studio delle carenze vitaminiche o la flessione di equilibri chimici nel corpo umano possono essere di enorme aiuto nella comprensione di alcuni fenomeni.
Sicuramente le proprietà, funzioni e manifestazioni correlate alla Niacina sono quelle maggiormente rilevanti per l'osservazione di correlazioni esistenti nella ritenzione di sostanze tossiche (e persino radiazioni) nei tessuti lipidici.
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alle 14:07
Luigi Gallo
Ha ragione. Se leggiamo i fabbisogni raccomandati (attualmente circa 10 mg) e, sapendo che di quello contenuto negli alimenti non se ne assorbe più del 20-30%, dovremmo seriamente preoccuparci oppure mangiare ostriche tutti i giorni (in un etto, a seconda della freschezza e della qualità, ne possiamo trovare da 20 fino a 100 mg). In 100 g di carne bovina ne abbiamo in media 5 mg e nei semi di arachidi 3,5, nei ceci 1,4 ecc.
Ma probabilmente la scienza dell'alimentazione, pur avendo compiuto notevoli passi avanti nell'ultimo secolo, è da considerarsi ancora giovane. Vari meccanismi intervengono nell'assorbimento e nell'utilizzazione dei nutrienti. Oggi sempre più si parla infatti di fattori sinergici. Nel caso dello zinco ad es. cofattori utili sono il magnesio, il manganese e altri oligoelementi, sia alcune vitamine tra cui in particolare quelle del complesso B. Interferiscono con l'assimilazione invece vari farmaci, latte, eccesso di alcol e disbiosi intestinale.
Sembra inoltre che sia preferibile avere un apporto basso, ma continuo di zinco, perché il nostro organismo ne assorbirebbe solo poco alla volta.
I protonutrimenti, ad ampio spettro nutrizionale ed elevata sinergia e assimilazione, danno sicuramente una mano.