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Sanità italiana e diritto alla salute: il "Credocosi" pensiero

Sabrina avatar Sabato 2 Giugno 2007, 09:03 in ScienzaSalute & Dintorni, Segnalato da voi di Sabrina

Oggi segnaliamo alcuni scorci molto significativi dell'interessante commento di un utente, Credocosi, in riferimento al post "Linfedema: continua la lotta per il diritto alla salute". Sono moltissime le riflessioni che si potrebbero fare in merito, voi cosa ne pensate?

medico.jpg"In altre occasioni ho scritto sulla necessità di un ordine sociale basato anche sulla solidarietà e sul rispetto dell'essere umano e di tutto quanto lo circonda. La qualità di tutto ciò dipende dalla politica e quindi dai politici, persone elette dal popolo designate a produrre progetti e programmi di vita per migliorare le condizioni della propria comunità.

A questo proposito ho sempre nutrito un cauto ottimismo, però le ultime circostanze mi hanno fatto riflettere e quindi desidero aggiungere qualche mia considerazione sulla solidarietà umana, in un momento storico che fa temere il ritorno di una malintesa forma di globalizzazione dove è difficile impostare un corretto rapporto fra il fatidico libero mercato e la solidarietà.

Scrivo questo perché mi sembra si stia nuovamente per riprendere una frettolosa marcia verso la già nota pratica della più smodata libertà economica, che riconosce come proprio unico valore la ricchezza, il guadagno e che considera come uniche credenziali il potere, l'esasperata esteriorità con un cambiamento di stile di vita del tipo Billionaire.

Stando così le cose penso che la parola solidarietà assumerà l'importanza di una congiunzione fra ricchezza e spregiudicata e non equa detassazione, tanto da arrivare ad una seria contrazione dei servizi erogati ai cittadini.

Ricordo un'epoca in cui si volevano vendere importanti ospedali per sanare i bilanci della sanità pubblica ed incentivare la progressione delle prestazioni private. Allora si proponevano anche esose polizze sulla salute. A questo proposito un noto leader politico, durante un programma televisivo per far cosa gradita ai suoi elettori, ha parlato di totale detassazione...intanto lo Stato non è obbligato a fornire servizi. Chi è ammalato di fronte a certi argomenti, a certi programmi si dovrebbe lievemente preoccupare, perché corre il rischio di precipitare in una vita a dir poco giurassica, medievale.

George_W_Bush.jpegOggi si discute di tesoretto, di tasse, di opere pubbliche e di infrastrutture, di ricerca e di scuola, di giustizia e di immigrazione, di pace e di guerra, di politica e di cultura, di premier e di partiti politici e di molto altro in una fantastica lotteria sociale e politica con il solo intento di voler accontentare il già confuso elettorato, senza seriamente capire i motivi per i quali questi ultimi, gli elettori, si siano staccati dalla politica ormai incapace di soddisfare le aspettative della comunità.

Ormai le istituzioni sembrano essere solo autoreferenziali. Così mentre un polo individua nell'America il proprio punto di riferimento, l'altro per non essere da meno sugella alleanze politiche e militari con il presedente americano.[...]

Una sofferta eccessiva sudditanza che ci ha portato ad aumentare vistosamente le spese militari a scapito di altri capitoli come la sanità pubblica e la ricerca necessaria per trovare le cure per le malattie rare. La nostra sanità è già stata segnata da numerosi tradimenti come i numerosi scandali, che hanno prodotto una voragine di sprechi. Da qui una riflessione per trovare i giusti ed equilibrati termini per una positiva questione sociale nella necessaria solidarietà".

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05 Mar 2012
alle 11:47

raffaella

Sono affetta da flebolinfedema agli arti inferiori da sempre, a 18 anni conobbi un medico audace che provò, con i pochi mezzi che esistevano a curarmi con reparil in vena, bendaggi... ecc.ecc..... Persi tre taglie, due numeri di scarpe... cambiò la mia vita... Il reparil fu ritirato dal mercato, lui mancò... Andai a Genova e conobbi il Prof. Campisi che non mi convinse... So che è bravissimo, ma credo che il buisness conquistato abbia messo un po' in ombra la sua credibilità!!! Comunque la sua equipe, presso l'ospedale S.Martino è indiscutibile!!! Conobbi il Prof.Boccardo che per la prima volta diede un nome alla mia patologia!!! Continuo a seguire le sue indicazioni, ma da tempo non vado più in ospedale perchè non lo si riesce ad incontrare... ho avuto la sfortuna di vedere un suo assistente per ben due volte... arrogante ed inutile... ho demorso nei controlli... ma ho proseguito con le indicazioni del prof Boccardo... Sono stabile, non operabile poichè il mio caso non è a seguito di trauma... Vorrei tornare da Boccardo, ma sono ancora demotivata... Ho quasi 40 anni e vivo imprigionata nelle sigvaris!!!!!!!!!!!!!!!!!!! In bocca al lupo a tutti!!!!!!!!!!!

raffaella

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