Abbiamo già parlato del decreto Bersani e della liberalizzazione dei farmaci da banco. Blogosfere a questo proposito ha realizzato una sorta di inchiesta, per capire cosa ne pensano gli italiani e per approfondire anche l'opinione delle altri parti coinvolte.
Cosa pensano i consumatori della possibilità di acquistare farmaci al supermercato? Clicca qui per guardare il primo video su Blogosfere Scienza e Salute.
In questo secondo video abbiamo chiesto agli italiani se hanno già avuto modo di comprare medicinali al supermercato e se ritengono il servizio qualitativo quanto quello proposto dalla farmacia.
Restate collegati con Scienza e Salute, nei prossimi giorni pubblicheremo altre interessanti video interviste, per continuare la nostra indagine.
Potete trovare tutti i video anche su Economia e Finanza.
sappiamo tutti che le diagnosi fai da te possono essere al quanto dannose, temo che, liberalizzando la vendita di determinati farmaci questo tipo di cura possa moltiplicarsi a danno dei meno abbienti i quali, per risparmiare qualche euro, rischieranno di fare diagnosi a casaccio curando illazioni invece che vere malattie. Ovviamente mi auguro che il farmacista sia sempre presente non solo fisicamente.
alle 18:27
Leonardo Marchitto
Corner e parafarmacie senza farmacista: i rischi della GDO L'ANIFA (Associazione di aziende produtrici farmaci da Banco) ha recentemente pubblicato dati che stà lentamente aumentando - sia in termini nominali che di peso di mercato - il canale di vendita alternativo alle farmacie per farmaci senza obbligo di ricetta, quello costituito dalle cosiddette ‘parafarmacie’ e dai ‘corner’ nei supermercati. Secondo i dati riportati nell’ultimo bollettino ANIFA, negli ultimi tre mesi dell’ anno 2007, le vendite di OTC e SOP nelle parafarmacie e corner GDO è salito al 4,8% rispetto al circa 3% del primi mesi dello stesso anno.Questi dati mostrano che la riforma Bersani (cioè liberalizzazione dei punti vendita ma con la presenza del farmacista) è la stada giusta occorre solo del tempo per consolidare il risultato.Al contrario la recente (5 giugno 2008) proposta del Ministro del Welfare (no alla facia C, cioè ricetta bianca, alle parafarmacie/corner) ma si alla vendita dei faramaci da banco senza il farmacista rischia di essere per il settore “ GDO e parafarmacie” una polpetta avvelenata e cioè:1) ripropone una vecchia proposta dei titolari di farmacia: vendita senza farmacista di una limitata lista di farmaci da banco pur di evitare l’uscita di tutti gli OTC e SOP fuori della farmacia2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti. Chi tra i grossi brand degli OTC è disposto a correre il rischio di leggere sui giornali “…..ricoverato in ospedale per una intossicazione causata dopo ingestione di 4 compresse di XXXX preso nello scaffale del del supermercato ....” credo che nessun brand manager ha intenzione di leggere tale titolo o articolo su di un qualsiasi giornale o sito web relativo ad un brand che gestisce: l’uso sbagliato di un prodotto rischia di screditare il marchio anche ingiustamente…ma è così purtroppo.3) E’ molto probabile che i SOP (a libera vendita ma che non possono essere pubblicizzati) escano di fatto dal circuito GDO/parafarmacie infatti molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla ditribuzione e alle aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.4) Contestualmente al punto 3) blocco dell’operazione di “delisting” (eliminazione dell’obbligo di ricetta per alcuni farmaci attualmente a prescrizione ) già decisa al Senato nella scorsa legislatura.5) Legato al punto 4) riduzione della fonte di nuovi farmaci/redditività dei punti vendita a fronte di un guadagno immediato (mancanza del farmacista) In sintesi, Il mercato dei farmaci (anche se da banco) è sempre un mercato particolare, le persone si aspettano sempre un consiglio ( lo fanno anche per gli integratori e cosmetici particolari) e sarebbe un suicidio di marketing non sfruttare la competenza del farmacista in tal senso.Forse la presenza continua del farmacista sul punto vendita può essere opportunamente rimodulata secondo particolari esigenze aziendali, ma la sua mancanza rischia di essere la Caporetto di una reale liberalizzazione del settore dei farmaci da banco in Italia.