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Cancro e alimentazione: meglio non bere latte

Luigi Gallo avatar Martedì 22 Maggio 2007, 09:14 in Benessere, Nutrizione, Protonutrizione, Salute, Scienza di Luigi Gallo

donna che beve latteLa ricerca ha messo in relazione alcuni tumori con il consumo di latte e suoi derivati.

Come spiega la dr. Luciana Baroni in questo articolo:

"Lo zucchero contenuto nel latte, il lattosio, viene scisso nell'organismo ottenendo un altro zucchero, il galattosio. A sua volta il galattosio viene ulteriormente catabolizzato da enzimi (...) quando il consumo di latticini eccede quantitativamente la possibilità enzimatica di catabolizzare il galattosio, questo può accumularsi nel sangue, e può danneggiare le ovaie femminili. Alcune donne possiederebbero inoltre livelli di questi enzimi particolarmente bassi, ed il consumo regolare di derivati del latte può triplicare in loro il rischio di sviluppare cancro ovarico."

Non solo il tumore all'ovaio, ma anche quello alla mammella e alla prostata potrebbero avere tra le loro concause l'uso regolare di latte e latticini.

Sempre Luciana Baroni spiega che la correlazione è presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad aumentati livelli plasmatici di un composto denominato Insulin-like Growth Factor (IGF-I):

"Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumino regolarmente latticini. Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino. Uno Studio recente mostra come soggetti maschili che presentino elevati livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro volte maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo fattore siano bassi."

Certo non si tratta di un'equazione matematica latte=cancro, ma i rischi ci sono e andrebbero minimo presi in considerazione.

Ma che c'importa? Intanto la fanfara della grande campagna mediatica si è messa in marcia e strombazza: "Bevete latte, il latte fa bene!"

BIBLIOGRAFIA:

- Cramer DW, Harlow BL, Willett WC, Welch WR, Bell DA, Scully RE, Ng WG, Knapp RC Galactose consumption and metabolism in relation to the risk of ovarian cancer, Lancet 1989 Jul 8;2(8654):66-71.
- Outwater JL, Nicholson A, Barnard N Dairy products and breast cancer: the IGF-I, estrogen, and bGH hypothesis, Med Hypotheses 1997 Jun;48(6):453-61.
- Chan JM, Stampfer MJ, Giovannucci E, Gann PH, Ma J, Wilkinson P, Hennekens CH, Pollak M Plasma insulin-like growth factor-I and prostate cancer risk: a prospective study, Science 1998 Jan 23;279(5350):563-6. (e-mail: jmlchan@hsph.harvard.edu).
- World Cancer Research Fund Food, nutrition and the prevention of cancer: a global perspective, American Institute of Cancer Research 1997;Washington DC.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

18
18 commenti
18
06 Apr 2013
alle 04:32

Massimo Badolati

il problema non e` il latte in se stesso, ma quello che danno alle mucche per fargliene produrre di piu`

17
25 Nov 2012
alle 00:35

Luigi Gallo

Per migliorare la risposta enzimatica vedi qui: http://bit.ly/Th6xmV

16
25 Nov 2012
alle 00:34

Luigi Gallo

Una buona tolleranza al lattosio è indice di un'apparato digerente robusto e una ricca flora enzimatica. Non tutti purtroppo hanno questa fortuna.

15
24 Nov 2012
alle 22:17

Pier Luigi Gaspari

Non lo so se effettivamente il latte da adulti possa fare male. Posso solo dire che da quando frequentavo l'asilo poi l'elementari ecc. ecc. mia mamma mi ha sempre fornito la colazione a base di latte. Ancora adesso che ho 70 anni alla mattina bevo latte macchiato col caffè e i miei valori fino ad ora sono buoni.

14
10 Ott 2012
alle 10:42

Domenico D'Ambrosio

tratto da: The China Study – Libro del Dr. Campbell

Questo libro contiene più di 750 rimandi bibliografici, che sono per la maggior parte fonti primarie di informazione, fra cui centinaia di pubblicazioni scientifiche di altri ricercatori che indicano la via da seguire per ridurre il cancro, le cardiopatie, gli ictus, l’obesità, il diabete, le malattie autoimmuni, l’osteoporosi, il morbo di Alzheimer, i calcoli renali e la cecità.

Inoltre, le quantità di proteine somministrate con il cibo corrispondevano a quelle che noi esseri umani consumiamo abitualmente. Non ne abbiamo utilizzati livelli straordinari come avviene così di frequente negli studi sui carcinogeni.
Ma non è tutto: abbiamo anche scoperto che non tutte le proteine avevano quell’effetto. Quali sono le proteine che favoriscono sempre e in grande misura il cancro? La caseina, che costituisce l’87% delle proteine del latte vaccino, favoriva tutti gli stadi del processo tumorale. Quale tipo di proteina non favoriva il cancro, perfino se assunta in dosi elevate? Le proteine sane erano quelle vegetali, comprese quelle del frumento e della soia. Man mano che si faceva nitido, questo quadro cominciava a mettere in discussione e a mandare in frantumi alcune delle supposizioni alle quali ero più affezionato.
Quegli studi sperimentali sugli animali non si sono fermati lì: ho proseguito dirigendo lo studio più completo su dieta, stile di vita e malattia mai effettuato sugli esseri umani nella storia della ricerca biomedica. Si è trattato di un’impresa imponente, sotto la gestione congiunta della Cornell University, dell’Università di Oxford e dell’Accademia cinese di medicina preventiva.

Il New York Times l’ha definito il “Grand Prix dell’epidemiologia”. Questo progetto ha preso in esame un’ampia gamma di malattie e fattori legati all’alimentazione e allo stile di vita nella Cina rurale e, più di recente, a Taiwan. Più comunemente noto come lo “studio Cina” (The China Study), il progetto ha finito per produrre più di 8.000 associazioni statisticamente significative fra vari fattori dietetici e le malattie!

https://www.facebook.com/notes/domenico-dambrosio/anteprima-the-china-study-libro-del-dr-campbell/283819724966086

13
10 Ott 2012
alle 02:48

Anonymous User

Sono d'accordo!

12
10 Ott 2012
alle 00:00

Luigi Gallo

"il latte fa bene...più di quanto non faccia male". Quale latte? Quello umano materno sicuramente è adatto all'infante e quello di mucca (di composizione molto diversa) sicuramente al vitello.
Utilizzi diversi sono opinabili, cioè dipende: alcuni lo tollerano, altri per niente. Se è pastorizzato, perde tutti gli enzimi e si digerisce male, se è crudo si assimila meglio, ma potrebbe avere problemi igienici ecc. L'essere umano è l'unico che continua a bere latte anche dopo lo svezzamento e per giunta di altre specie. Qualche problemino allora può sorgere (vedi gli altri post della serie: http://bit.ly/QRlYBF)

11
06 Ott 2012
alle 00:24

giovanni

mi piacerebbe sapere se scendendo dal letto la mattina con il piede destro anziché il sinistro implichi un aumento del rischio di cancro... l'alimentazione ha un ruolo essenziale nello sviluppo di tumori..certo è che, se mettiamo insieme TUTTI gli studi fatti negli ultimi anni, risulta che OGNI ALIMENTO aumenta certi rischi... il latte fa bene...più di quanto non faccia male. Moderarsi è cosa buona e giusta, come in tutte le cose...poi non è possibile ascoltare sempre tutto...non ha senso..si diventa fobici per tutto..meglio preservare il pianeta: già quello sarebbe un passo avanti

10
11 Mag 2012
alle 11:21

laura

 il latte fa bene!!! bisogna berlo, ma nn esagerare! VIVA il LATTE!!!

 

9
06 Mag 2012
alle 23:55

Luigi Gallo

La composizione è quella del latte di partenza a parte una piccola quantità (1%) di zuccheri che si trasforma in acido lattico.

Se non ci sono problemi ad assumere latte, non ci saranno neanche ad assumere yogurt. In caso contrario meglio evitare entrambi.

8
06 Mag 2012
alle 22:20

silvie

vorrei sapere se ifattori di crescita del latte si trovano anche nello yogurt,si puo' bere lo yogurt parzialmente scremato,diciamo mezzo vasetto al di'?

Oppure meglio il the'?

 

7
29 Apr 2012
alle 13:40

Luigi Gallo

In fisiologia non funziona il motto "melius abundare". Ogni vitamina, enzima, ormone ecc. deve avere la sua soglia, oltre la quale smette di esercitare la sua azione benefica e comincia a creare problemi. Non a caso in medicina si stabilisce un range di valori ottimale per ciascuno di essi. L'IGF-1 è un ormone anabolico che svolge importanti funzioni nell'organismo, ma non per questo  possiamo dire: "più è, meglio è". Anzi, come la sua carenza, anche una sua crescita innaturale deve insospettirci. Infine siamo sicuri che il latte sia la fonte migliore? Si sa ad esempio che contiene calcio, ma in una forma poco assimilabile che causa danni. Bisogna conoscere gli effetti globali di un alimento che dipendono dalle interazioni e sinergie di tutti i suoi componenti. In nutrizione, così come in medicina, non si può ragionare sul nutriente o principio isolato dicendo genericamente "fa bene" o "fa male".

Da quanto leggo qui (http://bit.ly/IEHwu7) non pare ci siano ancora evidenze che apporti benefici agli ammalati di SLA. Ma può darsi che l'articolo non sia aggiornato.

6
28 Apr 2012
alle 10:36

srivvia

ho letto i diversi commenti all'articolo, e vorrei aggiugere che la natura fa sempre le cose per bene. in natura siamo gli unici esseri viventi che continuano a consumare latte anche dopo lo svezzamento, evidentemente c'è qualcosa che non va. tra l'altro consumiamo latte di una specie diversa dalla nostra. io sono intollerante al lattosio e consumo da sempre pochissimo formaggio, e nessun altro latticino. stando a certe teorie dovrei avere le ossa a pezzi, invece non ho mai avuto una frattura in vita mia. ho altresì notato che quando mangio il formaggio aumenta esponenzialmente la produzione di muco, e di certo questo non è un effetto benefico per l'organismo! non sono un medico, ma il buon senso ce l'ho anche io!

 

5
28 Apr 2012
alle 01:47

Dr. Marco Nulli

Stando all'articolo il problema principale nel consumare  il latte sarebbe la presenza in esso di IGF-1 un fattore di crescita che media molte azioni della somatotropina umana. L'IGF-1 è indispensabile per l'equilibrio lipidico del sangue, per lo sviluppo ed il trofismo osseo e muscolare, in oltre si sta studiando il suo effettivo utilizzo in  campo medico come coadiuvante nelle terapie di terribili malattie neurologiche come pre esempio la Sclerosi laterale amiotrofica. Livelli bassi di IGF-1 in oltre mostrano chiare correlazioni con disturbi anche di natura psicologica come per esempio la depressione. Se è vero quindi che nell latte si trova questo alimento (ed io ammetto che non lo sapevo) ho scoperto un altro motivo per berne ancora di più. Trovo davvero assurdo che si attacchi un alimento come il Latte, e si taccia sui termovalorizzatori che per legge sono autrizzati a scaricare nell'aria elementi come diossina e benzene.....

4
07 Dic 2011
alle 07:53

Mimmo

Il latte è un alimento che la natura ha programmato per far crescere rapidamente organismi neonati, contiene fattori di crescita e induce la sintesi di fattori di crescita. Ci sono forti sospetti che aumenti il rischio di ammalarsi di tumori dell'ovaio e della prostata. Io lo sconsiglierei a chi è malato di cancro.

(Franco Berrino)

Il Cibo del Bambino (video) dott. Franco Berrino

L'incipit del dott. Berrino: "Il tema di questa sera è "Scacciare i mercanti dal Tempio!"

Il Tempio è il corpo del bambino!!

I bambini sono un "mercato" formidabile" un mercato enorme...

E i mercanti ne approfittano!!

 

dott. Franco Berrino - Video "Il cibo del bambino"

 

Partendo dal cibo (e dall'ambiente) si arriva ai farmaci e ai vaccini!!

La fidelizzazione incrociata dei "clienti" presenti e, soprattutto, futuri da BigFood a BigPharma!!! 

 

http://www.youtube.com/watch?v=_llBskrJDQY

3
08 Giu 2011
alle 18:57

Michele Nardella

Vorrei aggiungere che il galattosio non è implicato solo nella genesi dei tumori già menzionati, ma sembra soprattutto responsabile della formazione di muco che, com'è noto a chi si interessa di salute naturale e medicina alternativa, è spesso fra le conseguenze del consumo di latticini, come dimostra Carlo Guglielmo in modo scientifico nel suo ultimo libro Il grande libro dell' ecodieta.

E' infatti opportuno specificare che questo zucchero si trova praticamente solo nel latte, quindi una sua eccessiva presenza nel sangue può aver origine solo da questo alimento e, ovviamente, suoi derivati.

Inoltre, sempre il galattosio è correlato con la formazione della cataratta.

Faccio notare che sull' argomento latte, ho scritto anch'io qualcosa sul mio blog, www.membri.miglioriamo.it/unaltropuntodivista, ma anche su: www.autodifesalimentare.it/blog 

2
16 Set 2007
alle 10:11

Luigi Gallo

Come il fruttosio, ha probabilmente un diverso impatto sul picco glicemico, ma questa è solo una conseguenza del meccanismo collegato al dismetabolismo insulinico che ha varie cause: nutrizionali, genetiche, funzionali... Resta comunque uno zucchero che comporta dei rischi (vedi lo studio di Cramer, citato nel post, sulla correlazione tra galattosio e tumori). Più ampia e sicura per il riequilibrio del metabolismo insulinico è l'azione fisiologica e senza effetti collaterali svolta dai protonutrimenti che ha anche un'importante funzione preventiva. Ne abbiamo parlato in vari post, ad esempio qui. Sulla relazione tra latte e diabete insulino-dipendente, vedi qui.

1
15 Set 2007
alle 14:25

Cesare Tassara

Vorrei spendere qualche parola in difesa del Galattosio.Ben cosciente che l'uso eccessivo di latte e derivati possa essere una concausa di varie forme di tumore,devo ricordare che proprio il galattosio viene utilizzato come sostituzione ad altre fonte di carboidrati nella ,almeno temporanea,atensione di essi per la cura e la prevenzione di malettie derivate dall'insulino-resistenza.Proprio ieri ho assistito alla presentazione di studi ormai accettati ,che presentavano le malattie come l'alzeimer il morbo di parkinson l'osteoporosi la depressione e altre all'apparenza semplici e troppo trascurate ,come derivate dalla insulino-resistenza.In quel caso si doveva intervenire anche ,ma non solo ,con la totale astensione delle normali fonti di carboidrati almeno dalle ore 14 con sostituzione di tali fonti con galattosio che non percorrerebbe lo stesso sistema di metabolizzazione ,con i picchi insulinici elevati,del glucosio.Il Dottor Kurt Mosetter dell'Università Charitè di Berlino porta avanti un discorso molto aperto con applicazione di tecniche che prendono il nome di Mioriflessologia che insieme ad altre modalità di cura anche tradizionale tendono a regolarizzare la condizione neurobiologica ddi queste malattie da immuno- resistenza.


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