Protonutrizione e ritalin: non è colpa dei bambini

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Libro Alessia Giangreco ha pubblicato su KidZone, nell’ambito del dibattito sul Ritalin ai bambini iperattivi, un post con una lettera molto interessante di Stefano Scoglio, direttore del Centro Ricerche Nutriterapiche, sull’argomento in risposta a precedenti interventi a favore e contro il farmaco.

La risposta di Scoglio affronta il tema da un ulteriore punto di vista, oltre a quello psicologico e farmacologico, che è di tipo fisiologico e nutrizionale. Stefano Scoglio è anche autore di un recente libro sul tema: Non è colpa dei bambini.

Avevamo già accennato in un post precedente alle alternative naturali al farmaco, prescritto per trattare i disordini dell’attenzione e dell’iperattività nei bambini (ADHD).

Il Ritalin agisce prevalentemente stimolando la produzione di adrenalina e feniletilammina (PEA), un aminoacido naturalmente prodotto dal nostro cervello negli stati di euforia e gioia (al punto da essere definita la “molecola dell’amore”).

La PEA è quindi un simil-anfetaminico naturale in grado di produrre effetti di stimolo mentale ed energetico blandamente simili a quelli di sostanze anfetaminiche.[1] Ma la feniletilammina è endogena al cervello umano e, quando ricavata da fonti nutrizionali naturali, non crea assuefazione o tolleranza, e non ha alcun effetto collaterale.

La microalga Klamath è l’unico cibo a tutt’oggi conosciuto che contiene quantità significative, sul piano nutriterapico, di PEA.

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[1]. Mosnaim AD et al., The influence of pychotropic drugs on the levels of endogenous 2-phenyethylamine in rabbit brain, in Biol. Psychiatry, 1974 Apr.; 8(2): 227-34.

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