blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Fukuoka e l'agricoltura del non-fare

Luigi Gallo avatar Giovedì 8 Febbraio 2007, 13:40 in Benessere, Nutriterapia, Nutrizione, Protonutrizione, Salute, Scienza di Luigi Gallo

Masanobu FukuokaIncontrai questo piccolo grande uomo la prima volta circa 25 anni fa in occasione di una suo viaggio in Europa per l'invito a un convegno sul biologico in Austria.

Masanobu Fukuoka è un microbiologo giapponese che sviluppò, già a partire dagli anni '40, un metodo definito "agricoltura naturale" o anche "agricoltura del non fare".

Ricordo che fui colpito molto dal fatto che in una visita ad alcune fattorie biologiche egli rispondesse alle domande degli agricoltori presenti, i quali chiedevano ragguagli tecnici, soprattutto con poesie, disegni, insegnamenti di vita...

Per M. Fukuoka infatti lo scopo vero dell'agricoltura non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento degli esseri umani: una via di ricerca interiore.

Per Fukuoka bastano 1000mq a persona per arrivare all'autossufficienza alimentare, ma la cosa più importante è che la cura del proprio campo, armonizzandosi con i cicli della natura, nutre non solo il corpo, ma anche l'anima.

Fukuoka stava dicendo a quei contadini che, col suo metodo, potevano smettere di "faticare" e trovare il tempo per fare anche arte, poesia, crescere spiritualmente. Questa era per lui la cosa più importante da comunicare.

II principi rivoluzionari del metodo Fukuoka sono:

- non arare
- non diserbare
- non concimare
- non potare.

In tal modo egli riesce a coltivare sullo stesso appezzamento una grande varietà di piante e la fertilità del terreno aumenta stagione dopo stagione, ottenendo anche due raccolti nello stesso anno.

Con questo approccio, in 50 anni di effettivi e straordinari risultati, ha messo in serio dubbio tutte le certezze sia dell'agricoltura tradizionale che di quella scientifica.

Ad esempio egli ha dimostrato che l'effetto provocato dall'aratura è controproducente perché compatta il terreno e ne diminuisce la porosità rendendolo progressivamente sempre più duro.

Anche uno dei lavori tipici - più estenuante un tempo, quando si faceva a mano, e più inquinante oggi a causa dell'uso dei diserbanti chimici - del contadino è quello di rimuovere le cosiddette "erbacce". Tutti hanno sempre pensato che le piante infestanti danneggiassero i raccolti. Ebbene Fukuoka fa notare che:

1) in natura le piante vivono e crescono insieme;

2) le radici delle erbe penetrano a fondo nel terreno smuovendolo e facendo entrare aria;

3) quando le erbe concludono il loro ciclo vitale, forniscono l'humus che permette ai microrganismi della biosfera di svilupparsi arricchendo e fertilizzando il terreno.

Tutto avviene da sé, per l'appunto l'agricoltura del non fare.

Il testo più famoso di Masanobu Fukuoka, tradotto anche in lingua italiana, è La Rivoluzione del Filo di Paglia.

Parleremo ancora del suo metodo e delle applicazioni concrete, anche nel nostro paese, dei suoi insegnamenti.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

21
21 commenti
21
18 Feb 2012
alle 19:45

Giuliano

Silvano mi dispiace per questa brutta disavventura... l'ignoranza è una brutta cosa specialmente se perpetrata da chi dovrebbero essere professionisti nel ramo...

20
26 Nov 2011
alle 04:11

antonio

la mia piccola esperienza nasce nel progetto di una piccola ma variegata azienda agricola biologica.  anch'io ho ridotto di molto l'uso di mezzi meccanici, non uso più l'aratro e dopo aver parlato con un coltivatore intensivo, mi sono definitivamente convinto d'essere nel giusto...  vi racconto:  due anni fa, passai da questo amico che coltivava un'ettaro d'insalate destinate ai supermercati che glie le pagavano 30 cent a cespo, a fonte di donne per i trapianti e per i raccolti, mezzi per le lavorazioni e le consegne, peronale vario, alti volumi di concimi chimici, molte spese per la difesa delle piante, serre, acqua e manichette, etc etc....  abbiamo fatto il conto ed è uscito fuori che io guadagno di più con i miei 500 mq coltivati ad insalate miste e vendute direttamente ai consumatori.... ah, dimenticavo, avendo più tempo libero per me, senza fare debiti con le banche, senza inquinare e sopratutto senza rischi.   in sintesi, sono convinto assertore della tecnica fukuoka.... magari con qualche piccola variante sul tema (ad esempio il mio terreno è fortemente argilloso e qualche piccola lavorazione di tiller la devo pur fare se voglio scompattare il terreno in attesa che migliori attraverso i sovesci)... buona vita a tutti!!!

 

19
10 Mar 2011
alle 16:30

Giuseppe

Ciao a tutti sono nuovo del sistema di Fukuoka sto impiantando una piccola az.ag.con il sistema Fukuoka e sono convinto che funziona.Se si continua a coltivare sprecando un sacco di energia come ora di alla sig. che criticava che dovra spendere €10,00 per 1kg di pane (comune)

saluti Giuseppe

18
28 Gen 2011
alle 20:54

Daniele

Sto leggendo il libro "La fattoria biologica" e dopo aver pensato per anni che le monoculture oltrechè brutte sono innaturali, ne ho avuto finalmente la conferma (oltre ad aver avuto tante altre conferme di miei pensieri..)

Vorrei conoscere agricoltori e aziende che lavorano (quindi cercando di guadagnare qualcosa per potersi pagare le bollette e qualche vizio che può essere una vacanza o la pratica costante di uno sport) con questo metodo e senza uccidere/sfruttare animali, in modo tale da acquistare da loro e magari imparare da loro, lavorare un po' da loro per poi lavorare anche io in questo modo armonioso con persone al mio fianco e non robottini dediti al guadagno e al rispetto di stupidi ordini.

Daniele, Torino.

daniele.comoglio@tin.it

17
26 Set 2010
alle 16:05

Agostino Deroma

buongiorno,condivido..la "filosofia del non fare"nella nostra azienda bio abbiamo sperimentato..che dopo soli tre anni,che non si arava  le erbe crescevano abbastanza rigogliose;quindi iniziando ,con il turnamento delle arature,oggi l'80% dell'azienda non viene "coltivata"...purtroppo a causa di infestanti...non "locali"eseguiamo degli sfalci di pulizia prima della fioritura..x almeno 3 anni,circa. Voglio precisare che,questo sistema nei terreni ,in pendio,ferma l'umus che altrimenti verrebbe dilavato.Ovviamente il fine è avere un terreno buono ,appunto,senza "lavorarlo".

Noi usiamo "medicine&metodi"alternativi.....l'antibiotico..su 04 pecore su 250,raramente altre medicine.

Mungiamo una sola volta al giorno,non forziamo con l'alimentazione,mortalità.. sotto il 3%.

In conclusione,calcolando tutto ..xke va fatto,ho più tempo x me e gli altri,guadagno "equivalente a quelli che stanno sempre "sopra"..ma secondo me ho una vita migliore!!!.

P.S.va detto!!!!"IL SISTEMA A PIRAMIDE":

Guarda solo quanti soldi fai "girare".,mi spiego meglio..es:guadagno 20.000€,spendo,11.000€..+ 9.000€.è una esistenza tranquilla...!

altro es..di sistema...giro affari 80.000€, spese 70.000€..+10.000€...ma le banche gli daranno molto di più ,a fronte di soli 1.000€..di differenza...e.bò!!!!!ognuno sa di se !!!!!!!!!!!!!!!confrontiamoci...grazie.

 

 

 

16
17 Gen 2010
alle 00:17

ruggieri francesco paolo

Sono senza parole, ma, ci credo ad occhi chiusi, perché la natura è perfetta e, noi, ci piaccia o NOooo, siamo parte integrante della stessa e se in sintonia con le nostre origini, possiamo vivere longevi in piena salute.

Ruggierifp

15
18 Nov 2009
alle 17:49

Luigi Gallo

Segnalerò e riporterò in un post dedicato la sua denuncia per darle maggiore visibilità.

14
18 Nov 2009
alle 13:33

silvano rutigliano

Buon giorno
Mi chiamo Silvano Rutigliano e sono il titolare di un'azienda agricola di
circa 7 ettari, sita sull'Appennino modenese a Samone di Guiglia 700 m slm.
Voglio esporvi il mio caso perché ritengo che possa essere un precedente
utile per tutti coloro che in futuro avranno il sogno di condurre un'azienda
agricola secondo i metodi dell'agricoltura naturale e di creare una piccola
comunità. La questione di cui vi parlerò è ancora in atto ed ha degli aspetti
paradossali.
Nel 2004, dopo un lungo tempo di ricerca, ho trovato un luogo dove realizzare
il mio progetto aziendale, studiato e migliorato per anni: un'azienda agricola
autosufficiente ad impatto zero, prima tappa di un progetto di piccola comunità
agraria condotta con un'interazione di metodiche che vanno dall'agricoltura
naturale (Masanobu F.) l'agricoltura biodinamica e la permacoltura. Il progetto
prevedeva, tra il raggiungimento degli obbiettivi, dopo l'avviamento, la
gestione a costo zero, non impiegando mezzi meccanici: quindi recupero dei
semi, utilizzo del sovescio e delle consociazioni, largo uso della paciamatura
per ottimizzare l'impiego idrico. Con l'insediamento, essendo io allora 38
enne, chiesi di usufruire dei finanziamenti (B1 corrispondenti a 15.000 € a
fondo perduto). Ogni cosa procedeva al meglio fino a quel momento. Conoscendo
le peculiarità della mia conduzione aziendale ho più volte invitato i tecnici
della Comunità Montana Modena Est a venire a farmi visita così da potere loro
illustrare, con entusiasmo, le metodiche, perché immaginavo che, abituati alle
conduzioni intensive avrebbero faticato a riconoscere il lavoro svolto. Non
hanno mai risposto ai miei inviti  e sono venuti in azienda in un giorno in cui
ero assente, senza neppure avvisarmi telefonicamente del sopralluogo. Premetto
che avevo rilevato terreni in stato di abbandono e quindi avevo la necessità di
renderli produttivi senza denaturarne eccessivamente il naturale processo di
bilanciamento, le prime colture sono state piccoli frutti, fragole in pieno
campo, lamponi, ribes e ortaggi. Nel 2008 un perito dell'ente che mi aveva
erogato l'anticipo del finanziamento mi ha mandato una lettera dicendomi che, a
suo avviso, la mia azienda non era degna di ricevere il finanziamento perché in
stato di abbandono, e mi contestava le colture dichiarate. L'aspetto
paradossale è questo. Mi venivano contestata una coltura stagionale del 2007 su
di una perizia fatta in Aprile del 2008. nel 2007 ho coltivato, oltre le
colture già descritte, patate in pieno campo (quasi mezzo ettaro), le patate le
ho piantate direttamente con la zappa senza lavorare il terreno, il campo si
era poi coperto d'erba ma sotto terra le patate sono cresciute bellissime e
sane, questo perché il terreno era soffice, grazie anche ai ripetuti sovesci.
Le patate sono state tutte raccolte entro ottobre del 2007 e vendute a privati
che, in alcuni casi, hanno fatto l’auto-raccolta. Nell'Aprile del 2008 il
perito è uscito per verificare le colture e ha trovato un campo zappato con le
zolle erbosa visibili (avevo dovuto zappare perché dei mezzi pesanti, gip di
cacciatori e fungaioli, senza il mio permesso, avevano pestato il terreno
ripetutamente compattandolo in modo eccessivo), da qui ha tratto le sue
conclusioni che le patate non c'erano mai state. Portava a conferma della sua
affermazione le foto aeree fatte l'anno prima. A nulla è valso il mio invito a
venire in azienda l'anno successivo a verificare come, pomodori, lattughe,
patate, carote, crescevano in un campo con l'erba alta più di un metro e mezzo
e che questo tipo di coltura da una foto aerea non sarebbe stata visibile, pur
essendo una metodica specifica della conduzione secondo i criteri di
agricoltura naturale (ho tutta la documentazione fotografica. Aggiungo che
quest’anno ho prodotto 8 ql di pomodori da conserva sopra una superficie di
1000 mq, oltre a 100 kg di carote, centinaia di mazzetti di rapanelli, numerose
casse di lattuga e cicoria, fagiolini e fagioli borlotti).  Mi hanno contestato
l'assenza di fatture di acquisto per l'anno 2007 (per gli anni precedenti ci
sono tutte) dicendo che non credevano che non avessi speso un soldo per le
sementi o il concime (conservo i semi, mi produco le piantine in semenzaio, non
uso concimi o altri prodotti da dovere acquistare). Ho esibito una perizia del
mio perito (dott.ssa Cristina Marello ) e l'hanno contestata asserendo che il
perito non poteva conoscere la mia azienda se affermava che la coltivavo. Per
farla breve, mi hanno tolto i 15000 euro mettendomi in seria difficoltà. Ho
contestato la loro perizia per sentirmi dire che non avevo nessun diritto.
Così, con il rischio di dover chiudere l'attività e rinunciare al progetto
(l'azienda ora garantisce l'auto-mantenimento e il reddito, onesto, per una
persona, quindi 15000 € corrispondono al reddito di un intero anno, come si può
verificare dalla dichiarazione fiscali) Mi sono rivolto ad un legale,
anticipando delle spese e così, finalmente mi hanno dovuto riconoscere il
diritto di fare ricorso. Il ricorso lo abbiamo fatto e il mio legale ha citato
il responsabile della comunità Montana e tutti i referenti nella questione, per
reati che vanno dall'abuso di potere, all'errata interpretazione di normative
europee, fornendo tutte le prove sufficienti per dimostrare che la prima
perizia non è valida e di conseguenza vengono a cadere tutti i presupposti che
hanno motivato il recupero del denaro anticipatomi. Tra non molto inizierà il
processo al Tar. Oggi ho bisogno di tutto l'aiuto possibile per fare valere il
diritto di un coltivatore di adottare i sistemi che ritiene più opportuni per
condurre la propria azienda agricola. Ho saltato nella narrazione alcuni
passaggi, dove venivo accusato di essere un folle, di volere riportare
l'agricoltura al medioevo, e anche di essere un disonesto con la sola
intenzione di truffare del denaro. Assurdo. basta dare un'occhiata al mio
curriculum vitae per rendersi conto della persona che sono e che ho tutte le
competenze per fare quello che faccio così come lo faccio.
Perdonatemi per il tempo che vi ho rubato ma credo che la documentazione che
ho ricavato, gli studi delle normative e della legislazione in vigore, possano
essere utili per tutti coloro che, come noi, sognano un mondo più sano e
naturale. Vi chiedo di divulgare il mio caso, di muovere solidarietà e
coscienza in cambio metto a disposizione tutto quello che ho appreso perché in
futuro son si vengano a verificare più dei casi assurdi come il mio ( il
perito, che poi è una signora di nome Teresa, mi accusava di non sapere fare il
mio mestiere e poi ammetteva di non capire niente di quelle teorie "originali
delle agricolture nuove che si inventano". E' arrivata a dirmi un giorno "se
lei alle sue piante vuole anche raccontargli le poesie sono fatti suoi ma non
creda che noi siamo disposti a credere a roba del genere. Noi ci basiamo solo
su dei testi scientifici, lei ne ha per dimostrare quello che fa?"  Le ho
portato dei volumi da leggere: "la rivoluzione del filo di paglia"
"L'agricoltura naturale" "principi di permacoltura" "l'agricoltura biodinamica"
li ha tenuti sulla scrivania e me li ha restituiti dicendo che non aveva tempo
per leggere altro, perché un diploma lo aveva già preso) Ora  la superficialità
e l'incompetenza di un tecnico rischiano di affossare un progetto bellissimo.
Perché la realtà è che mi trovo in seria difficoltà, la banca mi chiede di
rientrare del debito entro dicembre 2010, questo vuole dire 1000 al mese da
restituire e andiamo incontro all'inverno dove la mia attività è ferma,
eccezion fatta per il taglio della legna nel bosco che comunque potrei vendere
solo nell’estate successiva.  Il giudice deciderà se devo riavere quei soldi
che mi spettano di diritto e sono ottimista, però che fatica.
Sono a disposizione di chiunque desideri chiarimenti e un ulteriore
approfondimento più dettagliato sulla questione, così pure per chi volesse dei
consigli per affrontare al meglio l’avvio di una nuova azienda agricola
condotta secondo i criteri dell’agricoltura naturale, o di permacoltura.
Grazie ancora
azienda.rigale@libero.it
Silvano Rutigliano

13
11 Set 2009
alle 17:24

Luigi Gallo

Ho amici che negli anni '80 hanno soggiornato presso di lui e non andavano affatto al ristorante. L'azienda era rigogliosa e i professori di agraria delle università giapponesi si recavano a visitarla per capire il miracolo del suo metodo. Ma non riuscivano poi ad applicarlo poiché dietro la tecnica c'era soprattutto una filosofia e uno stile di vita semplice e naturale. Una capanna, un orto e un focolare, meditare, disegnare e scrivere poesie... Oggi qualcuno la chiamerebbe forse decrescita felice, ma non è proprio esattamente la stessa cosa. Capisco la tua difficoltà a comprendere. E' stata ed è tuttora anche la mia.

12
11 Set 2009
alle 14:50

silvio

ho visto il sito di pseudo agricoltori che applicano il metodo fikuoka: 5 mq per un peperone. Mister fukuoka alla sera prende la master riempita dall'editore e poi va a mangiare al ristorante. Lo sapete che le patate vengono pagate 20 centesimi al kg; col metodo fukuoka dopo quante ore si fallisce?

11
09 Lug 2009
alle 20:40

silvio

non l'ho letto ma mi riserbo di leggerlo al più presto. Ma qualcuno pensa seriamente che quello che dice il genio quì sopra sia qualcosa di sensato? per èpoter vivere secondo i tempi della natura occorrono ben più di 1000 metri procapite. leggete le stime di " impronta ecologica" se vogliamo parlare seriamente.

10
27 Mag 2009
alle 15:34

roberto

Silvio,la tua mi sembra una risposta fatta tanto per rispondee.. superficiale..... cosa vorresti dire? Ma lo hai letto il suo libro? Hai applicato i suoi suggerimenti e nn ti e' uscito?

9
10 Mag 2009
alle 11:42

Luigi Gallo

Il metodo di Fukuoka, o simili, è stato applicato non solo agli orti personali, ma anche ad aziende più grandi (come quella dello stesso Fukuoka). Vedi riferimenti nei post successivi.

8
10 Mag 2009
alle 08:48

silvio

qualche migliardo di agricoltori cretini e una mattina si sveglia il furbo che vive in 1000 mq. lo voglio vedere dopo un anno su un pezzo di terra di 20m x50m.  

7
18 Mag 2008
alle 12:42

Luigi Gallo

Perché no? Nei post successivi trova anche i link a pagine web con i dettagli pratici come ad es. questa.

6
17 Mag 2008
alle 19:11

mirror

Posso applicare il "metodo Fukuoka" anche per il mio piccolo orto sul balcone?

5
14 Apr 2008
alle 00:05

Luigi Gallo

Parlacene più estesamente se vuoi. Grazie

4
13 Apr 2008
alle 22:52

giorgio

"Un metodo tanto primitivo quanto geniale". Masanobu Fukuoka ha ispirato anche me, cito e descrivo il suo metodo in una mia opera, attualmente in attesa di pubblicazione.

3
27 Dic 2007
alle 13:34

gianluca

convinto come sono della necessità di una agricoltura diversa da quella ufficialmente riconosciuta e praticata, accolgo la lettura di Fukuoka come una dolce conferma ai miei rudimentali tentativi di produzione agricola naturale. La luce delle intuizioni di Masanobu è inquinata solo dalle false affermazioni di studiosi miopi che lavorano al soldo di multinazionali prive di scrupoli.

2
14 Ott 2007
alle 19:28

massimo

ho letto la rivoluzione del filo di paglia 20 anni fa e mi è rimasto nel cuore.

1
09 Feb 2007
alle 12:20

L.V.

interessante l'articolo e molta suggestiva la vita di quest'uomo...
cari saluti e a risentirci ;-e

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere