Chi beve birra...

Scritto da: -

bicchiere con birra scura spumeggianteSecondo i risultati di uno studio, condotto dai ricercatori dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova e del dipartimento di scienze biologiche dell’università dell’Insubria, a Varese, una molecola presente nella più antica delle bevande fermentate, la birra, aiuterebbe a prevenire le patologie vascolari e i tumori.

Si tratta dello Xantumolo, flavonoide scoperto dieci anni fa da un gruppo di ricercatori dell’Oregon State University.

Studi precedenti avevano suggerito che lo xantumolo poteva prevenire l’insorgenza dei tumori, frenando il meccanismo dell’angiogenesi, cioé della proliferazione di vasi sanguigni che alimentano il cancro.

I ricercatori italiani hanno confrontato l´azione del gallato, composto contenuto nel tè verde, con lo xantumolo direttamente sulle cellule tumorali, sia in vivo che in vitro.

Entrambi i composti sono risultati efficaci nella prevenzione dei tumori vascolari, ma lo xantumolo della birra agirebbe a dosi piú basse rispetto al tè verde e sembra essere piú potente. Lo xantumolo è anche cento volte piú attivo del resveratrolo, contenuto nel vino rosso.

Lo xantumolo ha diversi meccanismi d’azione. Inibisce una famiglia di enzimi, chiamati citocromo P450, che possono attivare il meccanismo carcinogenetico; inoltre induce l’attività di un enzima (reduttasi), coinvolto nei processi di detossificazione cellulare.

Non tutte le birre hanno la stessa concentrazione di xantumolo. La migliore è quella a piú alto contenuto di luppolo, quindi dal sapore piú amaro e dotato di una densa corona di schiuma persistente.

@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all’autore

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!